Se qualcuno avesse dei dubbi circa la genuina volontà di contribuire alla migliore partenza di questa nuova legislatura regionale, assecondando quel cambiamento reale nei metodi e nei fatti che la opinione pubblica richiede, possiamo addurre fatti e prove a sostegno della nostra buona fede. Abbiamo, nei giorni scorsi , con l’aiuto di esperti di provata professionalità sostenuto la tesi che non ci possono essere incarichi apicali di nessun tipo senza un regolare avviso pubblico e che il criterio della fiducia non basta a legittimare una nomina, interna od esterna che sia. Una tesi che non era dettata dal pregiudizio o dalla volontà di rendere più difficoltoso il cammino del nuovo Governatore, ma dalla constatazione che nel frattempo importanti organi giurisprudenziali hanno profondamente mitigato il concetto fiduciario, riservando uno spazio così piccolo da essere quasi inesistente. In soldoni, solo a parità di condizioni si può decidere per l’uno anzichè per l’altro. E le condizioni si chiamano requisiti da inserire nell’avviso pubblico e motivazioni da mettere per iscritto circa il perchè di quella scelta. Per quelle strane bizzarrie che il gioco politico comporta, mentre a Potenza il Governatore ,espresso da Forza Italia, parla di incarico fiduciario, in Emilia, forza Italia contesta la medesima scelta che il Governatore di quella Regione ha fatto. Ed è così forte la polemica in terra emiliana che non ci si è limitati ad un dibattito consiliare ma ad iniziative legali da parte dei Sindacati della Direr regionale e nazionale. Proprio il Gruppo di Forza Italia ha fatto proprie queste argomentazioni giuridiche in una interrogazione consiliare nella quale, per la parte che riguarda gli incarichi da direttore generale, ricorda che la Corte Costituzionale ha affermato e ribadito che la disciplina per l’assunzione di dirigenti con contratto a tempo determinatoe l’attribuzione dei relativi incarichi, anche nelle regioni,deve essere conforme a quanto disposto dal decreto legislativo 165 del 2001, sia che si tratti di esterni, sia che si tratti di dirigenti in posizione di comando, posto che la disciplina di che trattasi rientra nella materia “ordinamento civile” e ricade nella potestà legislativa eslusiva dello Stato. Recenti pronunce da parte della magistratura contabile- afferma il capogruppo di Forza Italia, hanno ribadito il principio per cui, per procedere all’affidamento di incarichi dirigenziali esterni, di qualunque natura essi siano, ferma restando la particolare e comprovata qualificazione professionale che deve essere posseduta dal soggetto eventualmente incaricato resta indispensabile verificare preventivamente la carenza di risorse dirigenziali interne dotate di quella professionalità che si cerca in vista dello specifico incarico da attribuire, posto che “ è onere dell’amministrazione utilizzare al massimo il personale in servizio e ricorrere a contratti esterni solo nell’ipotesi di assoluta carenza di quel tipo di specializzazione. Questo ancoraggio giuridico rende sostanzialmene illegittime le nomine fatte recentemente in sanità e segnatamente all’ospedale San Carlo. C’è l’elenco degli idonei come per legge, ci sono in questi elenchi persone in servizio presso le strutture citate, hanno i titoli per essere nominati e non si vede perchè si debba girare per monti e per valli a trovare personale che magari non è neanche nell’elenco degli idonei. E’ stato fatto l’avviso pubblico per gli aspiranti dirigenti amministrativi e sanitari, è stata fatta la selezione, con esperti nazionali dell’Agenas , dell’Istituto superiore di Sanità e della Regione veneto, ma la Regione Basilicata ancora non procede alla pubblicazione, creando i presupposti per una emergenza che non c’è. Rocco Rosa
RICORSI E POLEMICHE SUGLI INCARICHI DIRIGENZIALI
