Caro direttore, ti invio il mio ultimo pezzo. Quello che mi avevi chiesto poco prima di Natale. “Ma quando mi mandi un articolo?” Scorro la nostra lunga chat e riavvolgo un nastro fitto di confronti, auguri, auspici, commenti, riflessioni. Interrotta il 16 maggio scorso, quando nessun articolo di Talenti Lucani ha avvisato, come ogni mattina. Intorno alle sette e trenta o poco più. Da allora più nulla. Hai pensato bene di prepararti in silenzio per un altro viaggio. Senza avvisarmi. E lasciando un vuoto così rumoroso che rimbomberà a lungo. Credo per sempre. Dove non mancheranno solo le parole. Dove cercherò, inutilmente, risposte che la tua assenza non restituirà. La morte rimane un mistero profondo. E lo è tanto più quanto la vita che si è vissuta è stata intensa e partecipata. Combattuta e mai lasciata al caso. Come la tua, caro Direttore. Una presenza che ha segnato la Basilicata, professionalmente e socialmente. Mi avevi promesso che saresti tornato in Dipartimento a trovarmi, quello stesso in cui ci eravamo conosciuti, senza mai presentarci così come spesso accade, mentre ne eri il Direttore Generale. Vado a memoria e sono i primi anni del 2000. Schivo, immerso nelle tue incombenze quotidiane, attraversavi i corridoi salutando anche le ombre per raggiungere il funzionario o l’ufficio preposto. Senza “comandare” la presenza, ma cercandola. Se mai, per scartabellare nell’immediato carte e documenti così da ricevere subito le risposte necessarie. E’ trascorso tempo prima che ci incrociassimo di nuovo. Era il 2016 e ti chiedevo di pubblicare un articolo (“Un giorno…non per caso”, l’unico mio pezzo al quale non hai messo un titolo) sulla prevenzione e i controlli al seno attraverso un racconto che avevo scritto, anticipato dalla tua premessa: …Teresa Lettieri ha scritto un racconto, che è un atto di amore verso una collega che non c’è più ma che noi prendiamo anche dal versante di quello che una storia così commovente può comunicare. Che strana coincidenza! Ti aveva così preso da chiedermi di continuare a scrivere. Così come facevi con tutti. La tua rivista era un porto accogliente e sicuro che difendevi come se fosse casa tua e nella quale accoglievi perché appartenesse a tutti. Senza pregiudizi. Lasciando a chiunque la possibilità di potersi esprimere. Arte, politica, letteratura, eventi, poesia. Ognuno/a ha trovato una sua collocazione, forse una sola volta. Spesso, ogni volta in cui ha voluto. E’ stato semplice riconoscerti quale leader di quella avventura, ancora più semplice riconoscerti come guida di un percorso che mai ha mancato di morigeratezza, buon senso, rispetto, collezionando le teste più diverse e anche opposte, dalle opinioni condivisibili o meno, ma sempre nutrite da quello spirito di libertà intellettuale. Così raro oggi. La morte rimarrà un mistero ancora. E per tanto tempo ancora. Ma un giorno…non per caso, ce lo racconteremo. Buon viaggio, caro Direttore.
ROCCO ROSA: UNA PRESENZA CHE HA SEGNATO LA BASILICATA PROFESSION ALMENTE E SOCIALMENTE
