Che abbiano diritto di sbagliare lo ha decretato l’elettorato quando ha deciso che  era meglio affidarsi all’incognito  che al conosciuto, ma che incomincino a governare calpestando la democrazia rappresentativa , questo non  era nella previsioni. Due decisioni del Movimento cinque stelle danno il via alla nuova esperienza di governo municipale : la prima è l’obbligo di sottoporre tutte le decisioni importanti  che riguardano le città di Roma e di Torino al consiglio di famiglia , la seconda di vincolare il mandato degli assessori ad una cauzione-penale di 150mila euro per garantirsi circa i l loro obbligo di operare secondo le direttive impartite.  Sono due decisioni che denotano la superficialità con cui in casa grillina hanno letto la Costituzione, giacchè questa sancisce l’assoluta ed incondizionata libertà degli amministratori nell’esercizio del loro mandato e l’obbligo di risponderne non ai loro elettori ma ai cittadini e basta. Questa storia delle 150 mila euro era una pensata del politicamente defunto Di Pietro,ex Magistrato, il quale aveva addirittura teorizzato una sorta di rimborso per le spese sostenute dal partito nella elezione del candidato.  Da qui il nome Italia dei valori ,nel senso che ogni candidato era un valore aggiunto. Ma che i neo eletti Sindaci abbiano l’obbligo di portare ogni mese i loro problemi all’attenzione e alle decisioni del direttorio  è una palese violazione dei doveri di un Sindaco che deve governare in nome e per conto della città e non di sei persone. D’accordo una cupola trasparente rispetto alle cupole nere e sporche che hanno governato una città come Roma, ma sempre una cupola è. E poi, se io fossi assessore, accetterei di rinunciare alla mia testa, alle mie idee, alla mia libertà di essere in disaccordo su una questione, magari di principio, magari morale, magari concernente dei valori che mi sono stati inculcati dall’infanzia per servire questo Totem che si sta profilando all’orizzonte e che mette insieme affari di famiglia, diritti d’immagine, comunicazione verticistica e decisioni cervellotiche? Si accetterei solo se fossi uno che porta la testa all’ammasso. ROCCO ROSA