Quando i tifosi del Potenza o la gente comune, nostalgici di un passato che non torna più, raccontano la storia della loro squadra, il primo nome che pronunciano è Rosito, e poi in successione tutti gli altri.
Giovanni Benedetto
Vincenzo Rosito è stato il calciatore più rappresentativo del Potenza Sport club di tutti i tempi.
Giunto a Potenza nel 1960, vince il campionato di serie D, a fine stagione viene ceduto alla Pistoiese, ritorna l’anno dopo, nel 1962, e vince anche il campionato di serie C.
In serie B gioca titolare con la maglia numero 11 per cinque anni consecutivi, nel 1968, anno della retrocessione, viene ceduto al Mantova sempre in B, e l’anno successivo gioca a Livorno e poi a Pistoia, dove a fine anno appende le scarpe al chiodo.
A Potenza ha trascorso il periodo più lungo, importante e prolifico della sua carriera calcistica.
Ha giocato 220 partite con la maglia rossoblu, realizzando 43 gol.
E’ stata un’ala sinistra che padroneggiava tutta la fascia del campo e grazie ad un’altezza sotto un metro e settanta aveva un baricentro che gli dava molta stabilità: era difficile che negli scontri con gli avversari cascasse a terra.
Aveva una buona muscolatura e dotato di un piede sinistro potente che spesso e volentieri riscaldava i guanti dei portieri.
Di gol ne ha segnati 43 ma con i suoi assist ne ha provocati molto di più, una sua caratteristica era di superare facilmente l’avversario e con naturalezza mandava a rete i suoi compagni come Carrera e Bercellino.
È stato un calciatore cosi amato in campo, che riusciva a richiamare migliaia di tifosi, e i ritardatari, si assiepavano in piedi davanti la recinzione, per vederlo giocare da vicino e per entusiasmarsi con le sue deliziose giocate o serpentine che mandava in confusione il suo angelo custode.
Rosito è entrato nel cuore della società e dei tifosi per la bravura che mostrava in campo e per la correttezza del suo comportamento, sempre responsabile e impegnato negli allenamenti per trovarsi pronto la domenica.
Per queste sue caratteristiche tecniche ed umane si è guadagnato la fiducia e la simpatia di tutto l’ambiente e anche per questi motivi ha lasciato nei tifosi ricordi indelebili.
Ricordi che sono andati oltre le persone che hanno avuto la fortuna di vederlo giocare, che anche in mancanza di una sufficiente documentazione scritta e visiva, hanno voluto raccontare ai loro figli e nipoti chi fosse quel piccoletto che sulla fascia sinistra faceva impazzire tifosi e avversari.
Manca da 52 anni, nessuno di noi l’ha più rivisto, ma lo ricordano tutti, anche i tifosi adolescenti sanno chi era Rosito.
La generazione di chi l’ha visto giocare ha conservato il ricordo, si, ma anche tanta nostalgia di rivederlo, per stringergli la mano in segno di gratitudine o per un Grazie per la fedeltà e per ciò che ha speso per avere contribuito a fare conoscere il nome della squadra e della città a tutta l’Italia degli anni 60
Nella vita, mai dire mai, e così, dopo mezzo secolo, la tecnologia ci è venuta incontro, un gruppo di tifosi storici l’ha utilizzata per collegarsi online per fargli gli auguri per il suo 81° anno.
Alla stessa maniera moltissimi tifosi, in poche ore, hanno postato like e commenti sotto un mio post fb in cui ho ricordato il compleanno del nostro campione.
Abbiamo invaso virtualmente casa Rosito in tanti: Domenico dalla Germania, Piero da Padova,Tommaso da Sarno, il Presidente Caiata e tanti tifosi da Potenza, tutti carichi di ricordi ed emozioni che Vincenzo ci ha lasciato in eredità.
Le manifestazioni di gratitudine e di affetto che gli abbiamo tributato hanno toccato momenti di alta umanità dove l’emozione l ‘ ha fatta da padrona, ogni qualvolta si ricordava qualche episodio o qualche compagno di avventura.
Vincenzo è assistito affettuosamente nella sua casa di Firenze dalla figlia, Lara, e la nipote, Sophia, che ci hanno accolto da amici di vecchia data, una bella ospitalità, sebbene solo virtuale, di cui ringraziamo per la disponibilità e gentilezza.
Davvero persone perbene. Grazie per avervi conosciuto.