Era prevedibile che Calenda offrisse un posto in lista a Marcello Pittella. Dove l’andava a trovare una occasione così ghiotta per ridimensionare il Pd, se non prendendo a volo uno dei tanti errori che Letta ha commesso in questa vigilia di campagna elettorale, e cioè quello di lasciare per strada un Governatore uscito indenne da vicende giudiziarie e ancora sorretto da un consenso personale invidiabile? Su tutta questa incredibile questione non credo si sia fatta ancora piena luce, nè sospetto che essa sia solo frutto della confusione mentale in cui il segretario nazionale è caduto in questa complicata fase di preparazione delle liste. A guardare la fotografia che ne esce, sembra che tutta la componente ex democristiana e socialista lucana sia stata fatta fuori, a tutto vantaggio di una minoranza ex comunista, espressione di quello che era una volta il potere dalemiano. Margiotta e Chiurazzi, messi da parte, De Filippo esposto ad un rischio notevole (mentre in accoppiata con Pittella avrebbe fatto una passeggiata), le donne , da Locantore  alla Sileo alla Cervellino, silurate ,Pittella cancellato: Il vecchio adagio, meno siamo, meglio stiamo, si è realizzato spostando l’asse del partito completamente a sinistra, bilanciamento paradossale del fatto che Speranza si è consegnato al Pd. E’ fantapolitica? La situazione ad oggi dice questo: che il pd lucano si è ridimensionato e si è radicalizzato , rimesso interamente nella mani della sinistra ex comunista. Ingenuità, casualità oppure disegno portato avanti ad insaputa di Letta, e che prelude ad post elezioni lucane nel quale l’avvicinamento ai cinquestelle è stato annunciato e promesso proprio dall’ala bersaniana? Una epurazione interna mascherata e un nuovo corso di sinistra alle viste. Che tutto questo sia stato pensato o che, più semplicemente e più realisticamente, sia frutto solo di avvenimenti casuali e non preordinati , resta il fatto oggettivo che il dopo elezioni si annuncia in Basilicata con una svolta radicale nei rapporti interni al Pd. L’ipotesi di un ridimensionamento della forza dem in Basilicata è concreta: Ad oggi si stima che Pittella possa togliere al Pd tra i quattro e cinque punti percentuali. Se a meno cinque si aggiunge il peso di una ribellione interna contro l’arroganza esercitata via Roma allora tutto verrebbe rimesso in discussione il Pd si troverebbe allineato al ribasso con le altre forze della sinistra, al punto che  i cinquestelle (o la Lega) potrebbero beneficiare di questo aiutino. Ecco perchè , e chiudo, ha ragione chi dice che il solo modo per mantenere la base dem unita, intorno al partito e alle elezioni, sono le immediate dimissioni di colui che ha buttato il partito nel caos, disegnando sulla sua maschera giovanile la smorfia dell’egocentrismo più marcato. Rocco Rosa

( in copertina,Maura Locantore)