Giovanni Benedetto

Salvini ritorna a Potenza per la seconda volta alla conquista del palazzo di piazza del sedile dopo avere conquistato un mese fa quello di via Verrastro.

Vuole bissare il successo e alzare il primo vessillo verde sul tetto di un comune meridionale.

Stamattina ha fatto una comparsa all’americana tra la gente del mercato mensile del capoluogo, seguito da un imponente servizio di sicurezza e preceduto da tutti i consiglieri regionali, oltre  a Pepe e Guarente .

Selfie a non finire ,tecniche di cattura del consenso molto efficaci ma non sufficienti a convincere chi vuole un confronto più sulle idee che sulla buona educazione di stringere una mano.

Sul palco allestito davanti la sede regionale della Rai Salvini ha scambiato alcune battute con i giornalisti e ha lanciato  frecciatine ai tre capi di stato maggiore che diserteranno la festa del 2 giugno che si terrà a Roma . Poi il riferimento alla Giustizia che non funziona e ai giudici Palamara per  il presunto casodi corruzione in ordine alle nominedi alcuni capi dei alcune procure.

Sulla politica locale ha tenuto a sottolineare: “Io vorrei un sindaco che non parlasse di filosofia e strategie nazionali ma di cose concrete, di case, diritti. A sinistra si attaccano agli insulti ma chi insulta ha già perso. Se a Potenza dopo tanto tempo in centinaia vogliono il cambiamento non è perché siamo bravi noi ma perché la sinistra ha tradito e deluso i lucani”.

Sul candidato sindaco Tramutoli ha detto:

“le sciocchezze le dicono Renzi, la Boldrini, Zingaretti e non hanno portato bene. Un candidato sindaco – ha proseguito il leader della Lega – deve proporre un’idea di città, se passa il tempo a insultare la Lega e i lucani, vuol dire che di idee ne ha pochine”

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