Nei prossimi giorni sentiremo parlare di election day. Non subito , ma appena si sarà chiuso il capitolo del DEF 2019, il tempo di salvare la faccia di questo avventuroso governo, evitandogli di franare al primo provvedimento serio. Si continuerà così per qualche altro mese, facendo di Conte un po’ l’asino di Buridano, che muore d’inedia all’incrocio di due strade. Non ci vuole la zingara per capire che la riunione di palazzo Grazioli è di portata ben più vasta rispetto a quello che i resoconti dicono. E siccome Berlusconi , in politica (non negli affari), non sa tenere la bocca chiusa già sta alludendo alla svolta che ci sarà con un centrodestra che torna a guidare l’Italia. E, non avendo detto come il centrodestra può tornare a guidare l’Italia, ipoteticamente lascia immagfinare due strade: o allargarsi, in parlamento, al centro attraverso la vagheggiata nascita di un nuovo partito derivante da una scissione del pd, che consenta di ampliare la base parlamentare , oppure tornare al voto, mettendo insieme europee, nazionali e quelle regioni che dovessero votare in primavera. Berlusconi vorrebbe la prima soluzione che gli consentirebbe di tenere un gruppo parlamentare ancora decente, ma Salvini ovviamente la esclude perchè punta a portare quanto prima all’incasso la sua strabiliante performance da uomo duro del governo, raddoppiando la sua base parlamentare e diventando primo partito della coalizione e , forse, primo partito assoluto. E se l’accordo ce’, significa che Salvini ha portato a casa l’assenso a questa strategia. In politica l’incasso è sempre immediato, perchè i pagherò si volatilizzano al primo colpo di vento. E quale migliore occasione di mettere insieme un progetto sovranazionale puntato su una Europa meno invadente, più racchiusa nei confini nazionali , e un progetto Paese che recupera ,incentiva e sorregge la parte più produttiva dei territori, ai quali dispiegare le vele , con meno burocrazia, meno fisco, meno zavorre e meno redistribuzione di redditi ? Di fronte a questa prospettiva, i cinque stelle hanno due strade: o fare i conti interni e dare valore competitivo agli avversari, oppure ridare fiato, tutti insieme, alla loro vocazione di sinistra, riprendendo con forza i temi che hanno segnato il loro cammino glorioso ( la moralizzazione del paese, la lotta alla speculazione finanziaria, la battaglia sui diritti, la lotta ai privilegi e alle diseguaglianze). E qui dovrebbe entrare in campo un Pd che se non fa una scelta di campo subito, finisce con l’essere marginalizzato nella sfida primaverile, facendo da spettatore ad una sparatoria a due, come nei migliori western italiani. Se succede questo, forse la democrazia italiana si salva, in una nuova dialettica tra due schieramenti opposti e antagonisti, che avrà il compito di rappresentare due visioni del paese. Vuoi vedere che alla fine Berlusconi potrà dire di aver salvato l’Italia? rocco rosa
SALVINI ACCHIAPPATUTTO (e a maggio europee e politiche?)
