Non eccelle certo in senso civico il Sindaco di Milano quando porta all’attenzione del Governo la sua ricetta magica: “se il Sud non sa spendere passate i soldi al Nord. Ci pensiamo noi“.  Una ricetta facile, non c’è che dire. Una ricetta già sperimentata con successo nel passato quando i soldi per la industrializzazione del Sud, siamo agli anni 90, furono dirottati per la riconversione dell’apparato industriale del Nord. Dimentica il Sindaco di Milano che i soldi sono stati dati essenzialmente per il riequilibrio territoriale e per portare a termine il progetto di coesione dell’Italia. Detto questo , bisogna pur dire che se i soldi al Sud non si spendono non è colpa del Nord, ma di una politica che nel meridione offre il suo volto peggiore, fatto di poca o nessuna attenzione al funzionamento della macchina amministrativa, di poca o nessun interesse per la meritocrazia e la scelta di professionalità forti, di poco o nessun impegno a fare i concorsi, un po’ per via dello storico blocco dovuto al patto di stabilità, molto per una avversione generale ai concorsi e di un amore sviscerato per le assunzioni clientelari in via transitoria e provvisoria, salvo poi a farla diventare definitiva. Il caso della Basilicata è emblematico: l’ultimo concorso per dirigenti è stato fatto trent’anni fa. Da allora la macchina amministrativa si è andata sempre sguarnendo, fino al punto che  i pochi dirigenti rimasti debbono badare contemporaneamente a due o tre uffici.  Si va avanti con progetti, assunzioni temporanee , consulenze , così che la priorità che era stata evidenziata sin dall’esordio di questa legislatura , e cioè l’immediato concorso per dirigenti, si è trascinata per quattro anni e ancora non riesce ad entrare nella fase finale. E’ prevedibile che anche questa volta, come sempre è successo, si trascini la questione sin sotto le elezioni, in maniera da raccogliere consensi elettorali, salvo poi rimandare il verdetto alla prossima legislatura.  Tutti sanno che la ricetta per un buon funzionamento degli uffici è scegliere dirigenti capaci, professionali, con una esperienza comprovata. E che il mandato da affidare a questi dirigenti deve essere esplicito nella indicazione degli obiettivi, dei tempi e dei modi per raggiungere i risultati. Patti chiari e verifiche serie sul mantenimento degli impegni e non declamazioni di principio e carta bianca,  senza controlli. L’altra condizione per sveltire la macchina del Sud è la semplificazione delle procedure , nel senso di trovare tutte le strade legali per accorciare i tempi , mantenendo intatte la legalità e il rispetto del marcato. Invece di studiare norme in questo senso ( il ripristino degli albi dei fornitori, con certificazione antimafia, l’avviso annuale di iscrizione all’albo delle imprese di fiducia per determinati lavori, l’affidamento a rotazione delle somme urgenze)  Salvini ha semplicemente teorizzato che fino a 150 mila euro i Sindaci o gli amministratori possono dare il lavoro in affidamento diretto, con il che creando una falla in cui possono annidarsi la discrezionalità o degli uffici tecnici o degli amministratori col, risultato che le varie Procure della repubblica possono intravedere in ogni appalto uno scambio elettorale . La semplificazione alla Salvini è figlia della spregiudicatezza e della volontà di legalizzare l’arbitrio. Così cresce il Sud della clientela e muore il Sud della legalità. Rocco Rosa