Va a merito di questa Giunta regionale e dell’assessore Leone l’aver trovato una soluzione idonea per la decadenza di Barresi e la sua sostituzione con una persona che conosce profondamente il San Carlo, per averci lavorato per anni in posizione di responsabilità. Così come va preso positivamente il fatto che allo stesso Manager sia stata lasciata libertà di scelta nella individuazione dei due collaboratori centrali del vertice ospedaliero, il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo. Anche qui la scelta è stata quella di premiare gli interni, riportando alla funzione originaria di direttore sanitario la D.ssa Bellettieri e mettendo a quello di direzione amministrativa la d.ssa Pesarini, una validissima dirigente, già responsabile di ufficio alla Regione Basilicata e passata da alcuni anni al nosocomio potentino. Una delega di responsabilità piena all’ing.Spera, che è anche un atto di cessione completa di responsabilità circa i risultati che dovrà portare. Perchè è un fatto che in quasi due anni di non governo, per non dire di malgoverno, l’ospedale regionale ha fatto vistosissimi passi indietro e non solo per la vicenda COVID ma per tutto quello che ha preceduto questa vicenda, vale a dire un clima di conflittualità permanente, uno scarico di responsabilità sugli altri, un braccio di ferro feroce con la classe medica ospedaliera, uno stato di tensione che ha segnato dal primo all’ultimo degli operatori sanitari, di fronte ad un vertice che ha usato il classico atteggiamento di sergente di caserma , assolutamente incapace di dialogare a voce bassa con i reparti e di capirne problemi e ragioni. Oggi Spera da un lato ha la soddisfazione di aver sconfitto il suo rivale, dall’altro ha la responsabilità di dover rimediare ai guasti prodotti dal suo rivale, dimostrando di sapere fare le cose bene ed in fretta. E le cose che deve fare in fretta riguardano la piena operatività del San Carlo, l’aggressione dell’arretrato in termini di visite specialistiche ed esami strumentali, e la immissione di personale nei reparti che più lavorano e più soffrono della mancanza di personale. Deve anche prendere atto che la richiesta della utenza si è spostata verso il settore dell’oncologia , conseguenza non solo dell’invecchiamento della popolazione, ,ma anche degli effetti di una compromissione ambientale che in Basilicata c’è ed è forte. In questo senso  bisognerà rivedere l’organizzazione e recuperare al San Carlo una centralità di cura che comprenda sia i reparti chirurgici che quelli della medicina interna, anche in vista della istituzione della facoltà di medicina che non può non avvalersi del nosocomio più importante della regione.  Né può sottrarsi alla sfida delle sfide, che è quella della riduzione dell’emigrazione sanitaria che tocca direttamente lo scarso funzionamento di alcuni reparti ospedalieri e la conseguenza corsa fuori regione. Un investimento nella piena funzionalità di questi reparti ( basta scorrere la lista delle specializzazioni per cui si corre fuori) deve essere tutt’uno con il miglioramento della qualità dell’offerta, l’assunzione di personale bravo e competente, l’acquisizione di moderne tecnologie diagnostiche. Più che investimenti fisici o meglio più che investimenti edilizi, occorrono investimenti sulle risorse umane e tecnologiche. Speriamo di poter ridare al San Carlo il prestigio e il ruolo di una volta. Rocco Rosa