Bandiera arancione per San Severino Lucano. Il piccolo comune del Pollino ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del Touring Club Italiano (TCI) ed entra così nelle 230 località eccellenti riconosciute dall’associazione che da oltre centoventi anni si occupa di turismo, cultura e ambiente. Soddisfazione esprime il sindaco Franco Fiore.
La Bandiera arancione, lo ricordiamo, è un marchio di qualità turistico-ambientale per le località dell’entroterra, viene conferita dal Touring Club Italiano sulla base di rigorose valutazioni quantitative e qualitative, supportate da un sopralluogo anonimo effettuato da parte degli esperti del TCI. Una iniziativa volta a promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, dove la tutela del territorio e del patrimonio è connessa all’autenticità dell’esperienza di viaggio, la Bandiera arancione viene assegnata alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità, ed è uno strumento di valorizzazione del territorio.
Quest’anno sono 3 i Comuni che entrano a far parte delle Bandiere arancioni: Zungoli (AV) primo borgo certificato in Irpinia, San Severino Lucano (PZ) in Basilicata e Cantiano (PU) nelle Marche. Sale così a 230 il totale di località eccellenti individuate e riconosciute dal Touring in tutta Italia.
“Non posso che esprimere soddisfazione per questo importante riconoscimento, per noi è un vanto e un pregio, sapere che solo l’8% dei Comuni che hanno proposto la candidatura ha superato l’esame, ossia l’analisi del territorio fatta dal T.C.I, ci inorgoglisce ancora di più. Naturalmente ogni medaglia ha due facce quella degli onori e quella degli oneri, naturalmente ci sforzeremo di migliorare ancora di più la qualità della nostra offerta turistica e dei nostri servizi”
San Severino Lucano ricade nel cuore del Parco Nazionale del Pollino che, diviso tra la Basilicata e la Calabria, con i suoi 192.000 ettari, è il più esteso d’Italia.
Considerato uno dei massicci più belli e caratterizzanti dell’Appennino Lucano, la sua denominazione deriva dalla vetta del massiccio del Pollino, il Mons Apollineum, che gli Achei definirono monte di Apollo, individuandolo un po’ nell’Olimpo, per la sua imponenza tale da sfiorare quasi il cielo.
Lungo itinerari e percorsi accattivanti ci si inoltra in fitti boschi di faggio e cerri, come Bosco Magnano situato nei pressi di San Severino Lucano, ma anche di abeti e castagni e altipiani erbosi.
Ma un “incontro” magico è quello con i sinuosi, fieri e secolari, i Pini Loricati, simbolo del parco, visibili soprattutto sulla cima di Serra di Crispo, denominata il “Giardino degli Dei” proprio perché considerata uno dei santuari di questa rara specie arborea dal tronco contorto.
Tra queste distese si aggirano esemplari di lupo appenninico, cinghiali e caprioli, scoiattoli, istrici e lontre, ma anche picchi e gufi reali. Caratterizzato dalle vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale, sorvolate da aquile reali, falchi pellegrini e gheppi, senz’altro va menzionata Serra Dolcedorme, “tetto” del parco.
Corsi d’acqua, come i torrenti Frido e Peschiera che interessano proprio il territorio di San Severino Lucano, e affioramenti rocciosi, profonde faglie e inquietanti voragini attraversano il Parco del Pollino, “popolato” anche da fossili risalenti a decine di migliaia di anni fa, come lo scheletro di un Elepfhas antiquus italicus, alto quattro metri e vissuto circa settecentomila anni fa rinvenuto nelle Valli del Mercure e attualmente custodito nel Museo Naturalistico e Peleontologico di Rotonda, sede del Parco.
Natura, sport e cultura si coniugano in questa straordinaria area verde della Basilicata scrigno non solo di bellezze ambientali ma anche di musei in cui aleggiano antiche memorie, storia e tradizioni della civiltà contadina e delle comunità arbëreshë.
Il patrimonio religioso
La chiesa madre di Maria Santissima degli Angeli e il Santuario della Madonna del Pollino sono il cuore sacro di San Severino Lucano, “teatro” di uno dei più sentiti pellegrinaggi mariani della Basilicata, quello in onore della Madonna del Pollino.
Ogni anno la prima domenica di giugno la statua della Vergine parte dalla chiesa madre, in piazza Marconi, in cui dimora tutto l’anno, per raggiungere, condotta a spalla da instancabili fedeli, il santuario sul sacro monte, dove rimane fino alla seconda domenica di settembre per fare poi il percorso inverso.
Dall’imponente architettura in stile romanico, la chiesa di Maria Santissima degli Angeli è a tre navate e al suo interno si accede attraverso un pregevole portale. Subito si nota una bella volta lignea e, man mano che ci si addentra, si svelano i nove altari di marmo multicolore e un suggestivo crocifisso ligneo del ‘500.
Il settecentesco santuario della Madonna di Pollino, in posizione dominante su uno sperone roccioso delle pendici settentrionali del monte Pollino, a oltre 1550 metri, sembra sia stato edificato proprio laddove la Madonna sarebbe apparsa per la prima volta ad un pastorello.
Molto semplice nella sua struttura è rifugio dell’anima e del cuore dei fedeli che da giugno a settembre fanno visita alla Madonna.
A pochi metri dal santuario cattura lo sguardo di ogni pellegrino la splendida scultura in bronzo, alta oltre due metri, realizzata dall’artista olandese Daphnè Du Barry, raffigurante la Vergine, con il Bambino tra le braccia e protese verso chi la osserva, quasi nell’atto di donare il proprio Figlio al mondo.
Outdoor
Escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike, percorsi per esperti o per famiglie che desiderano godere semplicemente dello straordinario paesaggio circostante. Il territorio di San Severino Lucano è una tappa imperdibile per tutti gli amanti della natura.
Proprio l’area del Santuario della Madonna del Pollino costituisce uno degli ideali punti di partenza per escursioni alla volta delle vette più alte del Parco del Pollino: da Serra di Crispo a Serra delle Ciavole, dal Monte Pollino a Serra del Prete e Dolcedorme.
Tutti i percorsi consentono di entrare a diretto contatto con le immense distese di faggi, abeti e pini Loricati che insistono nel parco.
A seconda degli itinerari intrapresi ci si ritrova anche all’interno dell’immenso Bosco Magnano, magari costeggiando i torrenti Frido e Peschiera, circondati dalla mista vegetazione di cerri e faggi ma anche ontani, pioppi e aceri.
Ottimale per gli amanti del trekking o di semplici passeggiate, per questo consigliata anche a famiglie con bambini, l’area può essere percorsa anche in mountain bike dai più esperti.
Ci si ritrova così tra cascate e laghetti, ambienti rupestri e rocce monumentali ricche di biodiversità.
