Il duro attacco al management dell’ospedale San Carlo da parte del consigliere Napoli per presunti ritardi concernenti la messa in funzione della nuova apparecchiatura radiologica di ultima generazione non ha centrato il bersaglio . L’ing,Spera gli ha risposto nel merito, dimostrando ,carte alla mano, che il problema non esiste perché l’apparecchiatrura in questione non è stata né presa in consegna né pagata. Questa attrezzatrura-ha spiegato il manager del San Carlo-fa parte di un rilevante programma finalizzato al completo rinnovo delle tecnologie elettromedicali in uso negli ospedali aziendali. Il programma, del valore di alcune decine di milioni di euro e allo stato in attuazione, ha incluso sia apparecchiature direttamente utilizzabili, sia grandi tecnologie necessitanti di importanti interventi di adeguamento di strutture, ambienti ed impianti. Lo stato di avanzamento del programma è all’incirca pari all’80 per cento. Tra le tecnologie di maggior rilievo risultano acquisiti e messi in funzione mammografi con tomosintesi, tomografi assiali computerizzati (TAC), risonanze magnetiche, sistemi digitali polifunzionali telecomandati, angiografi, ecotomografi, stativi pensili, sistemi di anestesia e centrali di monitoraggio, colonne endoscopiche, portatili per radioscopia, elettroencefalografi, cardiotocografi, apparecchiature di laboratorio, sterilizzatrici a vapore e al plasma, sistemi robotici per chirurga endoscopica, apparecchiature per sale operatorie. L’iter per l’arrivo e l’operatività di altre tecnologie, quali Sala ibrida, Tac e -appunto- Rm 3 tesla, è tuttora in corso.” Prendiamo atto e vigileremo”, la risposta , a stretto giro, del capogruppo di Fratelli dìItalia. Il quale per la verità sul settore della sanità è stato sempre particolarmente attento e quindi avrebbe potuto facilmente informarsi sul decorso degli investimenti. Siccome però, come ha detto qualcuno, a pensare a male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, c’è da mettere in conto che possa essere partita già la campagna di delegittimazione del management esistente, del tipo di quella messa in atto cinque anni fa quando prima esplicitamente e poi con mille mezzucci ostruzionistici, si voleva costringere gli amministratori degli enti ad andarsene prima della scadenza del triennio. E con l’aria che tira di una scelta semplicemente fiduciaria dei nuovi direttori, c’è veramente da temere che possa ripetersi quella disastrosa esperienza di manager messi al comando di una struttura come il San Carlo senza un minimo di capacità operativa. Solo che stavolta c’è da sanare un bilancio di settore che è fuori di molti milioni e se non si punta sul merito con lucidità, determinazione e coraggio, si va dritti verso lo sfascio della sanità. Rocco Rosa
SANITA’, IL CAPOGRUPPO DI FDI NAPOLI VA FUORI BERSAGLIO
