La coalizione sindacale guidata da Si Cobas ha proclamato per oggi uno sciopero generale di 24 ore con l’obiettivo di “fermare il genocidio a Gaza” e richiamare l’attenzione sui conflitti globali. Questa mobilitazione, che coinvolgerà trasporti e servizi, culminerà in una grande manifestazione nazionale a Milano domani, sabato 24 febbraio.
Lo sciopero, programmato dalle 00.01 alle 23.59, coinvolgerà sia il settore pubblico sia quello privato. A proclamarlo SI Cobas e altri sindacati, tra cui Al Cobas, Fao Federazione Autisti Operai, Slaiprolcobas, Sgc Sindacato Generale Di Classe, Lmo Lavoratori Metalmeccanici Organizzati e Soa Sindacato Operati Autorganizzati. Nelle intenzioni degli organizzatori lo sciopero potrebbe replicarsi venerdì 8 marzo. I motivi: stop alla guerra a Gaza.In una nota, i sindacati sottolineano l’urgente necessità di porre fine ai conflitti in corso, inclusa la situazione a Gaza, per evitare il rischio di un conflitto globale alimentato da numerose crisi in varie parti del mondo. Il comunicato sindacale evidenzia anche il legame stretto tra economia e guerra, evidenziando come l’industria bellica tragga vantaggio dai conflitti in corso. Ma vediamo nel dettaglio quali settori sono a rischio. Lo sciopero generale avrà un impatto sopratutto al Nord dove quelle sigle sono più presenti e riguarderà in particolare scuola e sanità, settore in cui le visite ed esami programmati potrebbero essere sospes, anche se ovviamente verranno rispettati i servizi pubblici essenziali , queli di emergenza e pronto soccorso. La protesta coinvolgerà il mondo della scuola, secondo quanto dichiarato dal ministero dell’Istruzione e del Merito in una nota datata 16 febbraio. L’accesso agli istituti scolastici, sia pubblici che privati, è a rischio per tutti gli studenti di ogni grado, dai nidi alla scuola superiore. Poiché non è possibile prevedere quanti aderiranno allo sciopero, dato l’impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle lezioni e del servizio di vigilanza per l’intera giornata si consiglia ai genitori di verificare se la scuola è aperta e la presenza del personale Ata per garantire la supervisione. Difficile capire in quanti incroceranno le braccia, ma i Cobas e gli altri sindacati autonomi confidano nel successo perché, spiegano, “non è uno sciopero per ragioni economiche, ma ideali”.

