Non per amore di polemica, né per pregiudizio, ma semplicemente per dare un ordine di priorità alle cose abbiamo da tempo sottolineato la necessità di invertire il punto di attacco della nascente riforma sanitaria regionale che non deve partire dalla geografia istituzionale delle aziende ma da un urgente , massiccio e mirato potenziamento del territorio in termini di uomini e di attrezzature, capaci di rendere efficiente l’approccio sanitario fuori dall’ospedale. Tutta l’Italia si sta muovendo così, nell’accettazione di una verità che è emersa prepotentemente con la pandemia, e cioè di una prima linea che non ha saputo intercettare il bisogno di salute e che ha finito col riversare l’intera richiesta sugli ospedali e,purtroppo, sulle terapie intensive. Che questo approccio territoriale sia una priorità lo dispone lo stesso Governo col suo decreto rilancio che da ieri è in discussione in Parlamento per la sua conversione in legge. Ebbene già dall’art. 1 IL Decreto, su proposta del Ministero competente, si preoccupa di coprire le carenze mostrate dalla sanità territoriale, chiedendo alle Regioni di “ adottare piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale. Questi piani devono contenere, tra l’altro, specifiche misure di identificazione e gestione dei contatti, di organizzazione dell’attività di sorveglianza attiva effettuata a cura dei Dipartimenti di Prevenzione in collaborazione con i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale nonché con le Unità speciali di continuità assistenziale, indirizzate a un monitoraggio costante e a un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della relativa identificazione, dell’isolamento e del trattamento. I piani saranno monitorati congiuntamente dal Ministero della salute e dal Ministero dell’economia e delle finanze in sede di monitoraggio dei citati programmi operativi. Collegato a questo impegno ci sono varie opzioni per le regioni. Una è la facoltà di reperire anche strutture alberghiere per ospitare le persone in sorveglianza sanitaria, l’altra il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la terza è l’organizzazione dello sorveglianza attiva a domicilio. A supportare questa attività, ci dovranno essere , dice il Governo, centrali operative con il compito di svolgere un efficace raccordo con tutti i servizi e con il sistema di emergenza urgenza, anche mediante strumenti informativi e di telemedicina. Nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili esigenze connesse con l’emergenza (oltre alle procedure già previste dal Decreto Cura Italia) si potranno rendere disponibili all’uso strutture alberghiere, o strutture con analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove queste misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata. Quanto all’incremento di personale, le aziende e gli enti del Ssn potranno conferire, dal 15 maggio 2020, incarichi di lavoro autonomo, anche di co.co.co, in numero non superiore a 8 unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti (in tutto 9.600 infermieri), ad infermieri che non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate. Per le attività assistenziali svolte è riconosciuto agli infermieri un compenso lordo di 30 euro ad ora per un monte ore settimanale massimo di 35 ore. Potranno far parte delle Unità speciali di continuità assistenziale anche medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni.La semplice lettura di questo decreto, per la parte che riguarda la sanità, dovrebbe costituire motivo di riflessione su quelle che sono le vere priorità cui il Dipartimento regionale dovrebbe tendere. C’è tanto da fare sia per il reclutamento del personale, sia per la stabilizzazione di quello precario, sia per il reperimento di sedi, che per l’acquisto delle attrezzature. Non è necessario aspettare i soldi per poter procedere alla selezione del personale o per portare avanti gli acquisti. Se non vogliamo farci trovare col sedere scoperto in autunno e inverno, bisogna agire subito.Rocco Rosa