E’ segno dei tempi la spregiudicata azione che a livello nazionale si sta facendo ai danni della sanità pubblica con tutta una serie di misure che nascoste o camuffate  intaccano direttamente il reddito delle famiglie arricchendo medicina convenzionata, ospedalità privata e soprattutto case farmaceutiche. E’ noto il collasso delle liste di attesa nel settore pubblico per visite e attività di diagnostica , collasso che nonostante gli sforzi di qualche dirigente coscienzioso e capace , si riesce appena a non far peggiorare, ma che, allo stato comunque non riesce ad assicurare in tempi accettabili nemmeno alle prescrizioni emergenziali, quelli che dovrebbero avere una corsia privilegiata perché in presenza di accertato pericolo di una malattia grave. Concorrono a questo disastro da un lato la mancanza di personale ma anche diciamolo con franchezza una sorta di resistenza, per non chiamarlo ostruzionismo, degli stessi operatori pubblici , o di parte di essi, cui il canale dell’intramoenia assicura comunque una entrata aggiuntiva, fifty fifty con l’azienda. Nasce così una competizione interna basata sul concetto che se vuoi una visita da uno specialista qualsiasi devi farti chilometri nella regione per trovare il primo posto libero , se poi ne vuoi uno bravo devi sottometterti al pagamento dell’intramoenia e se vuoi quello che ,nel chiacchiericcio comune, è indicato come il migliore devi andare allo studio privato. E siccome di fronte alla salute è pensiero comune di non badare a spese, siamo arrivati al punto che alcuni studi privati sono così pieni che la visita te la danno a sei mesi. E’ evidente che questa situazione attiene a due elementi da tenere presenti: il primo è l’attrattività di operatori medici bravi da parte della sanità privata che ogni giorno conquista spazio nella competizione con il settore pubblico, il secondo è l’incapacità del pubblico di raggiungere un livello di funzionalità accettabile.

A tutto questo si aggiunge un secondo fenomeno che sta sfuggendo all’attenzione generale ed è quello che gran parte dei nuovi farmaci non sono mutuabili o perché combinati in maniera tale che è difficile trovare l’equivalente, o perché sono troppo costosi per entrare nel mercato pubblico e al massimo li trovi negli ospedali più attrezzati, con la conseguenza che c’è quasi dovunque la corsa ad entrarvi dal pronto soccorso per affrontare malattie che pure potrebbero curarsi a domicilio. Se uno prova a farsi una cataratta sfido a trovare un medico che ti prescriva un collirio mutuabile, con la conseguenza che anche il decorso post operatorio che dovrebbe consumarsi in una banalità diventa un ostacolo per quelli che non possono spendere soldi per le medicina.E ci sarebbero altri esempi che ogni medico di famiglia potrebbe offrire sulla questione. Sta di fatto che un Governo sta zitto su queste cose, che sono propedeutiche ad una sanità che si sorregge sulle assicurazioni private ( e il boom delle nuove assicurazioni che superano il 200 per cento quelle di un biennio fa lo sta a dimostrare) e l’opposizione si gira di lato perché non riesce più ad affrontare i problemi della povera gente. Pechè la gente dovrebbe andare a votare se anche di fronte a problemi così vitali non si riesce a fare un passo avanti? rocco rosa