Il copione è già scritto e non bisogna arrivare all’ultima pagina per scoprire il colpevole. Tutti gli indizi portano a convergere già da oggi su un assessore alla sanità che vive in un mondo tutto suo e che non si sa guardare intorno. Ha messo in circolo la tossina di una riforma sanitaria che è senza contenuti ma con la carica esplosiva di un campanilismo risorgente tra Potenza e Matera e tutta l’estate e l’autunno tra la vacanza del Consiglio, elezioni di Matera , l’immobilismo ordinato ai manager della sanità, passeranno senza che si sia affrontato il tema di un possibile, probabile ritorno della pandemia. Così che a novembre ci potrà essere uno scenario di guerra nel quale ancora una volta arriviamo impreparati, senza armi e con i caporali in attesa di ordini che non arrivano. C’era un solo modo di rispondere con intelligenza e concretezza a quello che è successo in primavera. e cioè rinsaldare subito i settori di prima linea , con un potenziamento dell’assistenza domiciliare che è la sola capace di evitare la corsa inconsulta all’ospedale. Potenziamento che richiedeva un reclutamento di medici e di infermieri sul territorio, la costituzione di centri diagnostici a disposizione delle richieste dei medici di famiglia( radiografia ed analisi) e di quelli della continuità assistenziale, potenziamento del pronto soccorso. A questo doveva aggiungersi, negli ospedali già individuati per il Covid, la netta separazione dei percorsi non solo per la cura ma anche per la diagnostica in modo da non interferire con il normale funzionamento degli altri reparti. Invece nulla di tutto questo sta avvenendo in nome di un “fermate le macchine” che dobbiamo cambiare nave. Un velleitarismo infantile, di chi quando si muove non è consapevole degli effetti che produce, così come infantile è l’autoassoluzione per quello che è avvenuto, con morti che potevano evitarsi e con attribuzione di meriti per l’uscita dalla pandemia del tutto arbitrari e immotivati. Piacerebbe che nelle sua uscite pubbliche sul territorio, l’assessore Leone potesse dire , comunità per comunità, come debbono comportarsi i cittadini alle prese con una possibile doppia influenza, quella stagionale e quella pandemica: dove recarsi, a chi chiedere, da chi farsi controllare, dove farsi una radiografia d’urgenza, dove i tamponi d’urgenza , come evitare di ricorrere all’ospedale. Di questo dovrebbe parlare anzichè dei grandi disegni geopolitici sulla sanità regionale. Anche i bambini sanno che non ci vuole niente a buttare giù l’esistente. Il difficile è rimetterlo in piedi. Rocco Rosa
SANITA’, VA IN SCENA LA SMOBILITAZIONE
