E’ vero che in politica per alcuni è come in amore: tutto pur di riuscire, ma in entrambi i casi l’insincerità e le forzature non aiutano a raggiungere il risultato. La polemica di stampo campanilistica inscenata da alcuni all’indomani dell’approvazione del finanziamento di 88 milioni all’ospedale di Lagonegro, non è un buon servizio reso alla verità, per il semplice fatto che l’ospedale nuovo nella zona  sud, che comprende anche gran parte del vallo di Diano,era una priorità sin dai tempi di De Filippo, progettata e finanziata fino ad arrivare all’aggiudicazione, con la formula del project financing, salvo poi verificare l’inidoneità della zona prescelta, cosa che ha comportato un ritardo di dieci anni e un cambio di rotta verso la costruzione in proprio da parte della Regione. Far capire come se questa Giunta rispondesse alle sollecitazioni campanilistiche per motive di equilibri interni può essere un espediente per montare una polemica, ma più pericolosa e fuorviante è mettere in relazione – come è stato fatto-lo stato della sanità a Matera con questa operazione che è solo la normale conclusione di un iter lunghissimo. Lo stato della sanità di Matera, non è dipendente da una cattiva distribuzione dei finanziamenti, sia di quelli di parte corrente che di quelli per investimenti. Il criterio è sempre lo stesso e non c’è alcuno che abbia, cifre alla mano, in tutti questi anni di centrosinistra eccepito una presunta disuguaglianza. Il problema è innanzitutto e sopratutto gestionale , con manager non all’altezza della situazione , continui camnbiamenti di programmi e depauperamento di risorse amministraive, passate ad altre Asl. Si può polemizzare su questo e sul vuoto gestionale che di fatto si è verificato dopo la tempesta giudiziaria ,il cui effetto visibile è l’affossamento politico della sanità materana, incapace ancora di rialzarsi.  La stessa cosa , ma per motivi diversi, è capitato al San Carlo, dove è bastato allontanare una persona non all’altezza, messa inopportunamente dalla vice governatrice di allora, e sostituirla con un manager efficiente, per vedere in due anni la situazione cambiare come dalla notte al giorno. Perchè condurre un sistema sanitario locale  significa nonitorare ogni giorno il suo andamento, portare proposte e suggerimenti al tavolo regionale, creare un clima di condivisione interna, evidenziare le priorità e saperle trasformare in proposte amministrative ed iniziative politiche. Chi vuole mettere in correlazione il gap che separa le due province con un presunto favoritismo politico non rende un buon servizio allo stesso territorio che vuole rappresentare. Qui è problema di manico, non di soldi. rocco rosa