L’ultimo progetto del Parco Sant’Antonio La Macchia fu ad opera dell’allora Sindaco Antonio Bellino, uno dei migliori amministratori che la città abbia mai avuto. E quel progetto colse nel segno, con una popolazione che aveva solo Parco Monterale come area a verde attrezzata e che aveva bisogno, d’estate, di trovare un’oasi naturale di frescura e di bellezza. La stessa funzione che oggi copre l’anello fluviale , con il successo che quest’opera ha ottenuto e che , quando sarà completato il circuito ciclabile che porta fino al Pantano di Pignola, sarà un punto di riferimento per tutti gli amanti della bici. Adesso l’Amministrazione Guarente, dopo aver inaugurato le aree attrezzate di  Parco Aurora e di Macchia Giocoli, frutto dell’impegno di precedenti amministrazioni , ha deciso  di ridare vivibilità e lustro all’antico progetto di Sant’antonio La Macchia, organizzandolo – è questa la novità- in percorsi per fasce d’età , sia pedonali che ciclabili, con il ripristino di due aree per eventuali manifestazioni musicali o altro. L’intervento stanziato dalla regione è di 500 mila euro, e il cospicuo stanziamento fa prevedere che si tratti di un progetto abbastanza complesso. per questo intervento regionale, l’assessore all’ambiente Galella ha ringraziato il suo omologo alla Regione, Gianni Rosa, quasi a rivendicare non solo una concordia tra i due enti ma anche un feeling all’interno di uno stesso partito. Quale che sia il ringraziamento da fare, rimane il fatto che la città non può che accogliere positivamente questi interventi sul verde attrezzato, nella speranza, ancora non appagata, di ritrovare una città pulita, piena di verde e a misura d’uomo. Coraggio, l’essenziale è fare. Poi viene il chi l’ha fatto. Così come vengono le responsabilità di chi per anni ha trascurato questa zona della città, facendola deperire. Una sola cosa forse poteva contribuire a dare più fruibilità al progetto e cioè fare una pista ciclabile che potesse partire dalla caserma dei vigili del fuoco e seguire il corso del torrente di costa della Gaveta fino all’entrata nel parco sottostante la Chiesa. Ai quattro ettari del bosco avremmo potuto aggiungere una pista pedonale ciclabile di altri seicento metri. Che non è poca cosa.

Rocco Rosa