Lo ammetto: mi sono fatta prendere dalla curiosità della novità e poi (la scusa che ho raccontato a me stessa) se non la provo, come faccio a parlarne? Risultato, lo anticipo subito: una gran delusione. Per una serie di motivi.
Parliamo innanzitutto dei messaggi in entrata.
La app Sarahah è stata inventata – dicono le historiae – da un giovane saudita, il 29enne Zain al-Abidin Tawfiq, con lo scopo iniziale di consentire ad impiegati timidi di grandi aziende (o medie, o piccole, non lo so) di lanciare suggerimenti ai capi superando le barriere gerarchiche. Una sorta di buca “Suggerimenti” 3.0, via rete invece che su pezzi di carta in una scatola. Il nome, infatti, non è, come potrebbe sembrare, la risata di qualcuno che sfotte una certa Sara, ma un sostantivo arabo che significa “sincerità”. Ovviamente, come accade per qualunque strumento, moltissimi ne hanno visto subito – e usato, soprattutto in Italia – il lato deteriore: non suggerimenti costruttivi al capufficio, ma ad esempio insulti anonimi a chi ci sta appeso agli zebedei, a torto o a ragione. Il potenziale pericolo quindi esiste, come esiste la possibilità che io usi una forchetta per cavare un occhio a qualcuno invece che per mangiare. Minacce, istigazione al suicidio, cyberbullismo, insulti pesanti, le premesse ci sono tutte; se neppure avere un nome e un cognome (spesso vero) ferma gli haters su Facebook, figuriamoci nel buio dell’anonimato. Resta un deterrente il fatto che il messaggio sia anonimo ma anche PRIVATO, quindi toglie al potenziale membro del branco la gioia di farne parte, vedendo il proprio messaggio leggibile da chiunque in mezzo a quello delle altre bestie. Ma il pericolo di un uso pericoloso esiste, eccome.
Nel mio test di utilizzo la prima vera delusione – restiamo nella normalità – non è stata data dalla totale anonimità dei messaggi ricevuti, che ci potrebbe anche stare, ma dalla impossibilità di rispondere. Non ho potuto ringraziare i molti che mi hanno fatto bei complimenti, e non ho potuto rispondere per le rime a quei tre o quattro che mi hanno scritto cose sgradevoli. Però ho imparato comunque qualcosa: ad esempio, la differenza sostanziale fra come io mi percepisco e come vengo percepita dagli altri. Stupefacente è ad esempio la differenza fra la percezione che altri hanno della mia vita professionale, e la realtà, della quale vedono solo la punta dell’iceberg, ignorando a bella posta o inconsapevolmente la fatica, le delusioni, le incertezze, il senso di precarietà.
Sui messaggi in uscita, ovvero quelli che avrei potuto mandare io.
Complimenti? e perchè non dovrei farne pubblicamente? Le persone a cui voglio bene o che stimo lo sanno benissimo, non ho bisogno di mandar loro messaggi anonimi (ok, potrei firmarli, ma che senso ha usare allora Sarahah e non, per dire, Whatsapp o la messaggeria di Facebook?). L’impossibilità di ricevere una risposta rende il mezzo del tutto inutile anche per intavolare una – che so – conversazione intima con qualcuno che ci piace o a cui piaciamo. E’ peggio di un messaggio scritto col pennarello su un muro. E’ un muro, e basta, è una frase scritta su un palloncino che lasciamo volare via. Romantico. Ma inutile.
Insulti / cattiverie / maldicenze? certo, ci sono tre o quattro persone a cui a pensarci bene avrei delle cose da dire, e non gradevoli. Ma ci sono due problemi:
- l’account Sarahah a cui scrivere è stato nella stragrande maggioranza dei casi reso noto dagli utenti via Facebook. E guarda caso le persone che non godono della mia stima sono le stesse con cui non ho più contatti su FB: quindi, ammesso che abbiano reso noto il loro account Sarahah, io non lo saprò mai, e forse è meglio così;
- non so il resto del mondo, ma io se voglio davvero insultare qualcuno, preferisco farlo dal vivo, o comunque pubblicamente, con nome e cognome sia del mittente che del destinatario. Non mi nascondo dietro l’anonimato. Poi, se qualcuno mi delude fino a quel punto, semplicemente viene cancellato, rimosso, ignorato. Manco l’onore di un insulto. Anche in questo caso, quindi, Sarahah non serve, non a me.
Pare ci saranno modifiche e upgrade successivi (il giovane Zain sarà ancora stordito dai milioni di download, e sarà rintanato a casa sua con un gran mal di testa provocato dalle botte date contro il muro per non aver chiesto 1 centesimo a download). Siamo qui ad attendere. Al momento, Sarahah è un grande e inutile (e potenzialmente pericoloso) bah.
