Le sardine ci sono, il test è stato superato e non era una cosa scontata in una regione piccola dove l’opinione pubblica stenta ad alzare la testa, stretta da tanti condizionamenti. Quel migliaio di persone ha la stessa dignità dei cinquemila di Bologna o dei diecimila di Torino, un risultato che forse è ancora più eclatante di altre città. Matera simbolo di riscatto e Matera dove si vota sono uscite insieme ieri sera per far capire che non tutto è scontato e non tutto è deciso e che ci sono forze nuove in campo con le quali confrontarsi, senza trucchi e senza riserve, con un approccio che deve partire dalla comprensione del disagio che muove queste persone e della loro volontà di uscire da un clima politico fatto di tensione, di accuse reciproche e anche di atteggiamenti violenti ingiustamente tollerati. Per ora queste persone chiedono serietà in politica e ritorno alla prospettiva del bene comune, dell’interesse generale, della conduzione responsabile della cosa pubblica. Hanno a cuore la democrazia e non vogliono avventurismi, ma hanno anche patito la delusione di una sinistra che, diventata di governo, ha messo in cantina le vecchie battaglie , agendo come casta e come classe di potere. Da qui la diffidenza a incontrarsi con gli altri, a mischiarsi, a camminare insieme senza conoscere prima in quale direzione si deve andare. E più arrivano gli approcci, più la diffidenza aumenta, fino al punto che questo Movimento rischia di arenarsi in un “no” a tutti. Ecco dunque la necessità di un passo ulteriore di questo cammino: quello di scegliersi da soli un punto di riferimento alto, una guida morale, un ancoraggio certo, scegliendo tra le decine di grandi servitori dello Stato, tra le decine di eroi che lottano per un Paese più giusto, per una amministrazione più onesta, per una politica più limpida. Era la stessa spinta che ha portato la maggioranza degli italiani a privilegiare i cinque stelle, considerate come la sola possibilità di uscire dal pantano di un Paese immerso nei privilegi, nella clientela, nella corruzione e che da questa esperienza è uscita delusa e frastornata. E’ lo steso DNA di una sinistra laica e cattolica che sogna un Paese in mano a Statisti e non ad avventurieri, a mistificatori o a imbonitori. La speranza è un lumicino da proteggere. Rocco Rosa  ( foto dalla pagina fb di Andrea Semplici)