I numerosi sassi scagliati contro le vetrine della sede lucana della Lega sono un fatto grave e tale che l’episodio non può essere archiviata come una bravata. E’ un gesto sicuramente politico, il cui significato però va ulteriormente decifrato: intimidazione a portare avanti il messaggio leghista? se fosse così arriva tardi ! paura del voto leghista in basilicata che sconvolge piani e programmi? Se fosse questo, gli spari sortiscono l’effetto contrario. Ed allora? La spiegazione più razionale è che si voglia alzare la tensione in basilicata, sulla scia di quello che sta avvenendo in Italia dove ormai la violenza, gli atti forti, si stanno insinuando nella vita sociale e politica, esattamente con la stessa tecnica e con la stessa logica che portò dalla contestazione politica alla violenza. Fa parte della stessa strategia la mimaccia di morte alla candidata del pd Lucia Sileo , l’auto bruciata al Sindaco di Corleto ed altri episodi nel metapontino. Sembra che sotto sotto stia scorrendo una miccia accesa e il cui punto di destinazione sia quello di portare questo Paese indietro di decenni. Il fatto che la Lega sia individuata come un agglomerato di destra estrema, dove convivono fascismo , xenofobia e egoismo territoriale può aver innescato, come sta succedendo in molte parti del paese, una reazione incontrollata e violenta da altri settori estremi. Ma che queste cose avvengano in Basilicata è segno che l’omologazione del territorio lucano ad altri contesti è già un fatto avvenuto. E questa è la vera riflessione da fare. Quanto alla professione di democrazia che la Lega sta facendo, la cosa è alquanto discutibile, visto i toni, gli atteggiamenti, la violenza verbale che il suo leader sta seminando. Ma quelle cose sono da sconfiggere col voto dei meridionali, non con le pietre nè tantomeno coi fumogeni di qualche violento . In definita un atto esecrabile, gravissimo, da chiarire assolutamente, come premessa per capire che cosa sta succedendo e che cosa si può fare. r.r.