by ROCCO ROSA

Non mi preoccupo di come siamo entrati in questo scandalo nazionale degli affari sul petrolio, né mi interessa sapere se è stato sintonizzato con l’orologio della politica. Mi preoccupo di più sapere come ce ne usciamo, quando le prime pagine dei giornali parleranno d’altro, il referendum sarà archiviato e si tornerà a guardare ad altre vicende di cronaca. La prospettiva che il tutto si riconduca a responsabilità individuali e che uno, due dieci persone incomincino a frequentare per anni i tribunali per difendersi e discolparsi  deve preoccupare fortemente chi si aspetta che dalle ceneri di uno scandalo fuoriescano rimedi e azioni in grado di impedirne il ripetersi. E allora cerchiamo di individuare alcuni obiettivi da ottenere prima che i riflettori si spengano:

  1. L’Eni non può essere lo Stato. Non può avere il doppio ruolo di controllore e controllato. Non può contarsi a solo i barili di petrolio che fuoriescono dalle viscere delle concessioni. A lui tocca agire da privato, partecipato dallo Stato, con tutti gli obblighi di un privato
  2. Le compagnie petrolifere sono spesso indotte ad aprire lecitamente o illecitamente i portafogli perché trovano sulla strada tanti sindaci mendicanti, ognuno intenzionato con atteggiamenti più o meno ostruzionistico ad avere qualcosa. Una solo organismo legittimato a dare i permessi che veda insieme lo Stato e le regioni in conferenza unificata
  3. L’allungamento dei termini di prescrizione per i reati ambientali e quelli connessi ai gravi illeciti nella realizzazione di opere di interesse generale
  4. La revisione della normativa sui controlli, con la specificazione delle prassi e degli strumenti di monitoraggio, delle procedure di trasmissione dei dati e della loro pubblicazione immediata sul sito dell’ISPRA
  5. Il controllo permanente dei dati sanitari e di quelli concernenti il ciclo alimentare
  6. La rotazione dei dirigenti addetti ai controlli ( anche con un meccanismo ispettivo di controlli a sorpresa)

E chi ne sa più di me, avanzi proposte

Quello che mi preme è cercare di far capire che è necessario spostare il dibattito non su petrolio sì o petrolio no, ma petrolio come? Se è vero, come dice l’Eni, che l’aria in val d’agri è ottima, ha tutta la possibilità di dimostrarlo con i fatti. Senza che ci sia il minimo sospetto che possa aver barato.E se vale per l’Eni, vale per tutti.