Ha del clamoroso la decisione del Riesame nella vicenda giudiziaria che ha interessato esponenti di primo piano della politica e della amministrazione della sanità lucana. Sorprende l’ampiezza delle decisioni di revoca dei provvedimenti cautelari che praticamente riguarda tutti gli imputati. Una cosa mai vista prima e che arriva nel giorno in cui la Procura antimafia ambiva a cogliere il risultato della propria attività di questi anni attraverso la proposta di riorganizzazione della Direzione antimafia presentata al CSM . Un boccone amaro da digerire. Ovviamente si dovrà attendere le motivazioni di queste decisioni per capire meglio l’intera facenda e la sua possibile evoluzione. Quello che sorprende è che sarebbe stata messa anche in discussione, ma non si sa se sia stata oggetto di decisione, l’avocazione alla Direzione Antimafia dell’intero fascicolo investigativo sul mero presupposto di una relazione minacciata o millantata dall’imprenditore Piro con esponenti della mafia calabrese.  Ma il cuore dell’intera questione sta nel fatto che mentre i PM continuavano a chiedere l’aggravamento delle stesse misure adottate, ritenute insufficienti dalla Magistratura Inquirente, il risultato del Tribunale del riesame è stato l’azzeramento anche di quelle misure cautelari a suo tempo acconsentite. Per la prima volta una discrasia evidente e clamorosa all’interno del Palazzo di Giustizia potentino, che forse sottende anche a retroscena difficili da capire. Sul piano politico poi le decisioni hanno effetti clamorosi e inaspettati, al punto che chi aveva rinunciato a presentarsi davanti al Riesame, cioè il consigliere Piro e il consigliere Leone, oggi si mangiano le mani per non averlo fatto mentre l’assessore Cupparo avendo presentato la rinuncia da assessore e da consigliere, teoricamente potrebbe ancora tornare a rivestire quest’ultima carica, nel presuppposto che mentre la Giunta ha preso atto delle dimissioni da assessore, il Consiglio non è ancora riuscito, per le note vicende politiche interne alla maggioranza,  a prendere atto delle dimissioni da consigliere. Questo apre anche lo spiraglio per gli altri due consiglieri Piro e Leone i cui avvocati hanno intenzione di presentare richiesta di revoca dei provvedimenti in relazione appunto alle decisioni del Riesame che rimpiccioliscono l’intera architettura dell’inchiesta. Fino al 4 novembre c’è tempo per chiarire questi aspetti procedurali. E’ un fatto che dovrà interrogare gli esperti di diritto, prima di venerdì della prossima settimana, quando il Consiglio tornerà a riunirsi per affrontare il tema delle surroghe dei due esponenti di Forza Italia. Sul piano amministrativo,il San Carlo esce dalla preoccupazione di una nuova stagnazione dell’attività ospedaliera, perchè il DG Spera, apprezzato manager della struttura, è tornato al lavoro, provato, rammaricato ma contento per la sua riconosciuta estraneità ai fatti addebitatigli. rocco rosa