ROCCO SABATELLA

Ha fatto semplicemente il suo dovere di primo cittadino il sindaco De Luca a prendere di petto la questione della riduzione delle dimensioni del terreno del Viviani e a trovare la soluzione gradita a tutti. Se non fosse intervenuto ,avrebbe corso il rischio di passare alla storia come coautore dello scempio perpetrato ai danni dello stadio Viviani e degli sportivi e appassionati di calcio del capoluogo. Perché di questo si sarebbe trattato e i colpevoli sarebbero stati tutti: gli amministratori comunali, i tecnici del comune e i membri della Commissione  che hanno esaminato il progetto e hanno dato il loro ok all’appalto. Qui non stiamo parlando del ponte sullo stretto di Messina, ma semplicemente della posa in opera di erba artificiale su un campo di calcio. E allora ci chiediamo e chiediamo a chi di competenza: ma era proprio necessario che per un opera di una semplicità estrema si dovessero creare tante polemiche e proteste dei cittadini per un problema di 5 metri di larghezza e 5 metri di lunghezza e per una spesa supplementare, alquanto irrisoria, di soli 40 mila euro? Qualcuno ci dovrà spiegare perché è stato dato l’ok al progetto e a tutte le fasi successive per l’aggiudicazione dell’appalto sapendo già che le dimensioni del terreno di gioco del Viviani avrebbero subito una decurtazione di 5 metri in lunghezza e in larghezza e soprattutto vorremmo capire perché non si è provveduto per tempo a modificare il progetto. Invece di starsene zitti e sperare che nessuno si accorgesse di questa situazione e facesse scoppiare, giustamente, il caso. Visto che le carte  erano molto chiare e prevedevano che l’area da ricoprire avesse la dimensione di 70 metri per 112 in modo che il nuovo manto erboso andava a coprire il terreno di gioco nelle sue dimensioni originarie, di 105 metri di lunghezza e 65 di larghezza, che durano da 80 anni. Ma l’inghippo è sorto sulla qualità dell’erba sintetica: prima la ditta aveva previsto erba  adatta ad essere omologata solo in serie D, ma per poter conservare la fruibilità dello stadio anche per la Lega Pro, la stessa ditta ha dovuto sostituire la tipologia dell’erba: non quello standard adatto solo alla serie D, ma quello professional che dà la possibilità di utilizzarlo anche in Lega Pro. Ovviamente, oltre all’erba, è variato anche il prezzo delle due tipologie di erba sintetica per cui la ditta per rientrare nei costi ha fatto presente che l’unico modo era quello di diminuire la superficie da coprire con il nuovo manto. Oppure di aggiungere alla spesa una somma ulteriore di 40 mila euro. E quindi chi ha dato l’ok per aggiudicare l’appalto sapeva benissimo quali erano le condizioni e invece di fermare tutto e ridiscutere l’accordo si è assunto una gravissima responsabilità di andare avanti. E servendoci della massima di  Giulio Andreotti che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, si è dato inizio ai lavori con la speranza che nessuno si accorgesse che il terreno del Vivianifosse ridotto nelle dimensioni. Ovviamente chi segue calcio da tanti anni, alla prima gara sul nuovo terreno o per meglio dire al primo allenamento del Potenza, si sarebbe accorto subito dell’anomalia. In definitiva bisogna dire che questi lavori non sono nati sotto una buona stella perché, da quanto filtrava, avrebbero dovuto cominciare all’inizio di luglio per consentire alla squadra rossoblù di averlo in dote per la metà di agosto ed invece, come succede per i lavori pubblici in generale nel nostro paese, hanno accumulato un ritardo di oltre due mesi che sta costringendo il Potenza a disagi non indifferenti. E ancora non si capisce, atteso che i lavori devono essere effettuati in 35 giorni lavorativi, quando dovranno essere conclusi. Anche perché e questa è un’altra storia molto curiosa e ci fermiamo qui, sulla tabella appesa all’ingresso dello Stadio Viviani che dettaglia le notizie sui lavori, alla voce: data inizio dei lavori non è scritta nessuna data. La verità dei fatti è che si è improvvisato molto su questi lavori ed è risultato assordante il silenzio dell’attuale assessore allo sport che, pur avendo la responsabilità diretta dei lavori, non si è degnata minimamente di intervenire sulla questione. Al contrario di quanto successo una decina di anni fa quando per i lavori, sempre al Viviani, di costruzione dei nuovi settori dei distinti, l’allora assessore allo sport del comune di Potenza riuscì a fare rendere agibile lo stadio già alla prima giornata di campionato nonostante i lavori non fossero ancora stati completati. Ci fa piacere, per concludere, che si arrivi ad una risoluzione positiva della questione sollevata nelle ultime ore per il diretto intervento del sindaco De Luca, ma allo stesso tempo è anche necessario puntualizzare che al comune dovrebbero essere almeno più attenti ad affrontare problemi minimi come la posa dell’erba sintetica su un campo di calcio. Perché, al contrario, ci sarebbe seriamente da preoccuparsi quando le questioni in ballo sono molto più importanti e decisive per i cittadini.