BY ROCCO SABATELLA

L’Italia calcistica o almeno una parte di essa  è in festa: finalmente l’ International Football Board, organismo della Fifa deputato  all’introduzione  delle variazioni regolamentari del calcio,  ha deciso che è arrivato il momento di sperimentare la cosi detta moviola in campo. Per fare capire, ovviamente, di che cosa parliamo anche se l’organismo europeo la chiamerà Var che sta per Video Assistant Referee, in pratica l’assistenza video agli arbitri durante le partite di calcio. L’Italia è stata scelta per attuare la sperimentazione che partirà dalla stagione prossima e avrà un altro anno di prove nella stagione successiva. Prima di essere definitivamente approvata e poi usata regolarmente in tutti i paesi. E’ indubbiamente un giusto premio al presidente Federale Tavecchio che ha proposto l’Italia come sede della sperimentazione e l’ Ifab ha prontamente accolto la richiesta che diventerà ufficiale nel prossimo mese di maggio. Siccome la richiesta dell’International Board è stata molto rigida perché deve avvenire in tornei molto importanti e deve riguardare almeno il 25% delle gare del torneo, Tavecchio ha dato la disponibilità   per la serie B e per la Coppa Italia. Cosa che ha favorito la decisione dell’Ifab. Insieme al fatto che l’Italia è stata antesignana anche nell’utilizzo della “Goal Line Technology” che è lo strumento per verificare che il pallone abbia varcato o meno la linea bianca della porta.  Quindi con la prossima stagione agonistica vedremo  se la moviola in campo aiuterà realmente gli arbitri nel loro operato e se finalmente finiranno le lunghe polemiche che caratterizzano l’analisi delle partite attraverso le varie moviole televisive. Il Vide Assistant Referee dovrà essere utilizzato per visionare azioni da gol contestate, fuorigioco compreso, nelle azioni da rigore per verificare posizione dentro o fuori dell’area, negli episodi da espulsione diretta( esempio gioco violento lontano dall’azione) e negli scambi di persona. Per fare ciò dovranno essere allestite sale monitor e pulmini regia a bordo campo dove un assistente arbitro abbia la possibilità di rivedere l’azione e dialogare con l’arbitro in campo in tempo reale. Ma anche lo stesso direttore di gara potrà visionare di persona le azioni dubbie per avere poi l’ultima parola. Di conseguenza le prossime due stagioni saranno determinanti perché si arrivi a rendere l’assistente video per gli arbitri pienamente e ufficialmente operativa nel calcio. L’unica cosa che si può prevedere con certezza è che tutte le partite saranno più lunghe.  Sul fatto che riescano ad eliminare le polemiche e le discussioni non ci giureremmo troppo almeno per quanto riguarda l’Italia. Anche perchè sarà sempre l’arbitro a decidere dopo aver rivisto l’azione oppure sarà l’assistente video a prendersi questa responsabilità. E volete che in Italia non ci saranno i soliti noti che stanno già infestando il nostro calcio con le loro nefaste analisi non dettate dal piacere di fare informazione corretta, ad accusare gli assistenti video di malafede o di favorire volutamente questa o quell’altra squadra? Esattamente come succede ora per i direttori di gara. E non a caso abbiamo esordito con la frase  iniziale ad effetto considerando da chi proviene quotidianamente la richiesta della moviola in campo: da addetti ai lavori che in buona fede pensano realmente che questa tecnologia possa essere utile, ma ce ne sono tanti che invece la invocano in maniera strumentale e faziosa.  Indubbiamente la tecnologia potrà essere di grande aiuto agli arbitri, ma è altrettanto pacifico e scontato che deve cambiare la cultura sportiva degli addetti ai lavori, siano essi giocatori, dirigenti o giornalisti, a non trovare alibi per giustificare le sconfitte, a non evocare complotti a destra e a manca, a parlare sempre di calcio marcio. Solo con questa evoluzione culturale si potrà veramente migliorare il calcio. E se il Video Assistant Referee funzionerà in Italia, hanno maliziosamente pensato quelli dell’International Board, allora funzionerà perfettamente negli altri paesi.