GIOVANNI MUSSUTO*
Sheinbaum, la Presidente del Messico, difende la sovranità, Meloni, la Presidente del Governo italiano, si inchina a Trump. In un momento in cui le relazioni internazionali richiedono leadership forti e autonomia decisionale, si delineano due atteggiamenti opposti di fronte alle pressioni di Donald Trump: da un lato, la schiena dritta della presidente messicana Claudia Sheinbaum, che difende con orgoglio la sovranità del suo paese; dall’altro, la schiena curva e “l’inchino politico “di Giorgia Meloni, che sembra pronta ad accettare qualsiasi diktat pur di restare nella cerchia degli alleati privilegiati del presidente statunitense. Sheinbaum ha risposto con fermezza alle minacce di Trump, ribadendo che il Messico non è una colonia né un protettorato e che le decisioni politiche ed economiche del paese non saranno subordinate ai voleri di Washington. Ha mantenuto un atteggiamento di apertura al dialogo, ma senza cedere su punti fondamentali come il commercio, la sovranità e la gestione della sicurezza. Una leader che parla da pari a pari con le potenze globali, senza abbassare la testa. Giorgia Meloni, invece, ha mostrato un atteggiamento remissivo e subordinato, evitando ogni critica e adattandosi alle posizioni di Trump con una riverenza che danneggia non solo l’Italia, ma l’intera Europa. Se il nostro Paese avesse un ruolo attivo, potrebbe essere il ponte tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea, contribuendo a rafforzare la coesione del blocco europeo e a mantenere un dialogo equilibrato con Washington. Invece, il rischio concreto è che ci stiamo accingendo a diventare il “cavallo di Troia” di Trump all’interno dell’UE. Mentre Sheinbaum dimostra che un leader può difendere la propria nazione senza isolamento né sudditanza, Meloni si allinea alle strategie statunitensi senza valutare l’impatto sulle istituzioni europee. Questa sudditanza non solo mina l’autonomia dell’Italia, ma può trasformare il nostro paese in uno strumento per indebolire l’UE dall’interno, favorendo gli interessi americani a discapito di quelli europei. L’Italia ha una scelta da fare: essere protagonista di un’Europa forte e autonoma o ridursi a un vassallo che esegue ordini altrui. La storia dimostra che le nazioni che si piegano troppo finiscono per perdere il proprio peso politico. Sheinbaum ha indicato una strada: quella della fermezza e del rispetto reciproco. Tocca all’Italia decidere se seguirla o se continuare a inchinarsi.
*AVS
