Ha aspettato che la base del suo partito smaltisse l’indignazione per l’insuccesso alle ultime regionali causato dalla sua incapacità di contrastare il veto di Conte su Pittella, per presentarsi a Potenza con l’atteggiamento di chi dice scordiamoci il passato e pensiamo al da farsi. E, in effetti, la platea era così bene organizzata che nessuna voce maleducata le ha ricordanto quella sconfitta. Anche perché da quella sua sottomissione ai capricci del leader dei cinquestelle si è persa sì la Regione ma si sono costruiti nuovi rapporti nel Pd di Basilicata, ponendo fine al quadrunvirato che teneva sotto scacco il partito da anni e semplificando gli organigrammi fino a rendere visibili le nuove tappe di carriera che si aprono per i vincitori. Applausi dunque alla Schlein , all’insegna del tutto va bene ,madame la Marchesa. Partiamo da quelli che non c’erano, per capire come sono andate le cose. Non c’era Margiotta, non c’era Chiurazzi, non c’era il segretario provinciale Lospinoso, i tre che appaiono perdenti nella imminente assise congressuale. In compenso c’era una new entry come Angelo Chiorazzo, l’altro impallinato da Conte, e un figliuol prodigo come Vincenzo Telesca, il Sindaco che era uscito per finta dal Pd e che ora si rende disponibile a respirare di nuovo l’aria di partito. Entrambi avevano diritto di esserci perché protagonisti della vera battaglia che si è giocata nel Pd, e cioè il rilancio dell’asse De Filippo-Speranza, come nuovo riferimento di un partito rinnovato e affidato  nella mani affidabili e sicure di Giovanni Lettieri.  Del duo De Filippo-Speranza, che ora si presentano come i padri nobili del partito, chi ha lavorato di fino è stato il primo e bisogna dargliene atto . Per uscire dalla conta di un partito che ormai era bloccato da veti reciproci, De Filippo ha riesumato la vecchia strategia di far uscire dalla finestra i suoi uomini, inventandosi liste civiche come bandiera di novità da sventolare in pubblico , e farli rientrare dalla porta, come nuove truppe a disposizione del partito. Così Angelo Chiorazzo , con il suo grande exploit mediatico che lo ha portato a prendere due consiglieri regionali con Basilicata Casa Comune, così il neo Sindaco, Telesca, da oltre un anno autonominatosi civico , distinto e distante dal partito in cui aveva militato. Entrambi dalla Schlein per dimostrare che anche loro sono della partita, acquartierati per ora nelle vicinanze  del pd, entrambi presenti come trofei di vittoria dell’onorevole di Sant’arcangelo , caduto nella polvere alle politiche e rimessosi brillantemente in piedi in vista delle prossime competizioni nazionali. La Schlein dunque è venuta per prendere atto di una maggioranza a lei vicina e che , con l’accordo tra De Filippo, Cifarelli, Marrese e Speranza, è in grado di far uscire il partito lucano dal  terreno molle delle divisioni interne e di dargli nuova linfa e nuove prospettive. Ne beneficia il segretario Lettieri che è in verità la sola unica vera novità di questi due anni, una esperienza difficile ma estremamente positiva, fatta di capacità di mediare, di umiltà e disponibilità verso gli alleati finalmente trattati da pari a pari, di paziente e duro lavoro di riorganizzazione del partito. E’ sì il garante di questa nuova maggioranza, ma è anche una persona  che ha saputo porsi al di sopra delle fazioni e che ne esce premiato per questo suo non soggiacere a padrinati di partito. Una autonomia culturale che gli fa onore e che è la base per riportare il Pd lucano a dispiegare con dignità  sul territorio il proprio simbolo e la propria bandiera , senza più nascondersi dietro la falsa e suggestiva  maschera del civismo. Che c’è e si sente tradito , come dimostrano le dimissioni di Fausto Santangelo  da presidente di basilicata Casa Comune. ” Un alto sogno finito troppo presto, ha detto. “Rocco Rosa