La fotografia che da l’esatta dimensione del perché i lucani non sono andati oltre il pari contro un Messina non certamente irresistibile è questa: oggi nell’area siciliana sono arrivati, tra angoli, punizioni e cross su azione non meno di una ventina di cross. E i quattro attaccanti che si sono avvicendati durante la gara non ne hanno preso nemmeno uno. E quando succede questo diventa difficile, se non impossibile, vincere le partite. Se ci fosse stato Caturano in campo qualche gol l’avrebbe sicuramente segnato. Ma purtroppo il capitano non c’era perché squalificato e quindi è stato quasi inevitabile non riuscire a battere i siciliani. Che si sono difesi molto bene, hanno tenuto per lungo periodo, nella prima frazione di gioco, il predominio del pallone e alla fine hanno portato a casa quello che si erano prefissati. Asencio, Gagliano e Rossetti hanno dimostrato di avere poca dimestichezza con porta e anche Di Grazia è finito per essere impalpabile in zona gol. Di lui si ricordano alcune punizioni che non sono state sfruttate. Eppure la partita non era cominciata male per il Potenza che all’inizio è partito con il piglio giusto andando al tiro in tre occasioni. Dopo quarantacinque secondi con Saporiti che ha impegnato Fumagalli in una respinta non banale, poi con Volpe che ha tirato fuori e successivamente lo stesso Volpe è partito come un treno da metà campo e dopo aver superato tutti i difensori del Messina che si è trovato davanti, si è presentato, in posizione angolata, davanti al portiere ospite che ha respinto alquanto fortunosamente con il ginocchio il tiro dell’esterno rossoblù. Il guaio è stato che la verve del Potenza è durata solamente otto minuti. Davvero troppo pochi per pensare di chiudere la partita. Il Messina si è organizzato e ha fatto possesso palla ma senza creare niente di memorabile in attacco se non con un tiro abbondantemente fuori di Emmausso e una conclusione dell’altro ex Manetta fuori sulla punizione di Franco. Tutto qui il primo tempo. Le speranze sono affidate alla ripresa nella quale si spera che qualcosa di più concreto possa fare la squadra di De Giorgio. Entrano Steffè, Pace, Gagliano e Rossetti per Saporiti, Volpe Asencio e Di Grazia. Incomprensibili gli avvicendamenti di Volpe e Saporiti che non avevano demeritato e che erano abbastanza ispirati, giusti ma troppo ritardati quelli degli evanescenti Asencio, incapace di evitare di finire sempre in fuori gioco e Di Grazia. Si deve aspettare la mezzora per vedere un’occasione del Potenza: è Pace pescato solo in area a mettere in diagonale fuori di poco. Il Messina toglie dal campo tutte le punte e si rintana nella propria metà campo per portare a casa il prezioso e programmato pareggio. Il Potenza ha piena libertà di manovra, costruisce buone azioni sulle fasce e tanti palloni arrivano in area ma di tiri verso Fumagalli nemmeno l’ombra. E per i siciliani non è impresa titanica conservare il pareggio fino al termine dei sei minuti di recupero. L’unica nota positiva è il comportamento esemplare dei tre difensori Armini, Sbraga e Maddaloni che proteggono alla grande Alastra che non deve fare nessuna parata e si incaricano di costruire le manovre dal basso. Continua il periodo nero senza successi e situazione che si fa sempre più preoccupante. Che fare? Per prima cosa è il momento giusto per prendere un nuovo allenatore già in questa settimana in cui si deve preparare la gara in trasferta contro la Virtus Francavilla. Dove il nuovo tecnico può rendersi conto delle caratteristiche dell’organico, poi nei quindici giorni di sosta del campionato potrà mettere mano sugli aspetti tecnici e tattici per far diventare il Potenza team che si rispetti e contestualmente mettere a punto, insieme al direttore sportivo Varrà, le strategie per il mercato di gennaio. Possibilmente cercando, nei limiti del possibile, di chiudere le operazioni in entrata al più presto possibile. Almeno per avere i nuovi giocatori a partire dalla settimana che precede la gara interna con il Latina. Infine una curiosità: per la nona volta il portiere Fumagalli ha conservato la sua porta inviolata quando incontra il Potenza.