Il voto contrario dei rappresentanti dei Cinquestelle in Consiglio regionale all’ordine del giorno sull’articolo di legge che autorizza la dispersione nei campi di fanghi con composti chimici superiori anche di venti volte alla soglia di sicurezza in vigore non si spiega se non con la vecchia logica di partiti centralisti e dirigisti. Per due rappresentanti di un movimento che sinora ha portato la bandiera della lotta all’inquinamento in Basilicata, in nome della tutela di settori produttivi puliti, è un errore mettersi dalla parte di chi fa scelte sbagliate sul piano della tutela ambientale e prende decisioni che penalizzano fortemente la nostra regione. E’ sbagliato anche politicamente , perchè si vanificano anni di battaglie per contrastare la deriva predatoria che c’è anche in basilicata con il petrolio, gli inceneritori, l’interramento di rifiuti pericolosi e quant’altro. Tutti avvertono che questo lasciapassare alla dispersione di fanghi sui terreni agricoli non solo riapre il traffico illecito verso zone meno popolose ma rischia di mettere in forse l’intera strategia agricola regionale di puntare sul biologico, sui prodotti di eccellenza e di qualità. Vorrei garbatamente dire ai consiglieri pentastellati, anche in funzione degli scenari che si possono aprire per loro, che se si vuole essere credibili bisogna che la Basilicata venga prima di Roma, che gli interessi della comunità regionale vengano prima di quella del Movimento e che non ci può essere futuro di questa regione se anche sulle cose giuste si trova il motivo per dividersi. Ora, che si contrasti un ordine del giorno solo perchè è stato proposta da Braia, ma che a tutti appare sacrosanto ed opportuno, è come mettersi dalla parte del torto. In altre stagioni, la diplomazia istituzionale consigliava di astenersi dal votare un ordine del giorno che creava imbarazzo , proponendone un altro che ammorbidiva lo scontro, creava canali di comunicazione e salvava la faccia. Avessero presentato un documento proprio, nessuno ci avrebbe visto niente di male. Ma dire semplicemente no al documento della maggioranza sulla dispersione di fanghi pericolosi sui terreni della Basilicata, significa frastornare la base , portando avanti un messaggio ambiguo di chi cambia posizione a seconda del ruolo. Se è questo non c’è niente di nuovo sotto il cielo pentastelalto. Tanto più che a relazionare sul decreto Genova e su questo pericoloso inserimento normativo è stato un deputato pentastellato lucano, esperto di petrolio. Rocco Rosa