L’intervento è sacrosanto ed è atteso da anni, ed è encomiabile la sollecitudine che il Commissario per la mitigazione del rischio idrogeologico sta ponendo per il varo operativo dell’opera. Ma la fretta a volte fa i gattini ciechi e il progetto per lo scolmatore in località Torre Mozza nel Comune di Policoro rischia di rimanere impantanato per un procedimento di approvazione che non risponde alle procedure previste per i siti di interesse comunitario. Procediamo con ordine.
Siamo nel 2016. L’intervento progettuale iniziale predisposto dall’ing.Martino e dalla struttura tecnica del Consorzio di Bonifica per un importo pari ad € 1.597.606,89 subisce uno stop a causa del parere “contrario” della Commissione Regionale per la Tutela del Paesaggio , nonché del parere vincolante “contrario” del espresso dal Soprintendente . Al fine di risolvere definitivamente la questione , la Struttura del Commissario Straordinario, nel frattempo creata dalla regione per sveltire le opere idrauliche riguardanti le zone a rischio, si faceva promotrice di un tavolo tecnico tra l’Amministrazione comunale di Policoro, il Consorzio di Bonifica di Basilicata e il Delegato Territoriale dell’Autorità di Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, dal cui confronto si evidenziava l’esigenza di una ridefinizione del progetto definitivo, all’epoca predisposto anche sulla base delle risultanze degli Studi commissionati dal Comune.
2020, settembre. Al fine di ridurre il rischio idraulico in corrispondenza del “Canale delle Acque Alte”, , con il progetto rivisto si propone un intervento di difesa del territorio che, attraverso l’allagamento controllato di una particolare area demaniale, è in grado di garantire migliori condizioni di sicurezza lungo le aree limitrofe al canale, in special modo in quelle a maggior rischio, ossia antropizzate ed abitate.
Ciò premesso, la querelle nasce il primo settembre con la lettera del Commissario Tripaldi nella quale invita gli organismi competenti ad esprimere il parere obbligatorio ( soprintendenza, vari uffici della Regione,Capitaneria di porto ecc) entro dieci giorni, scattando, dice la lettera, il silenzio assenso in caso di non risposta pervenuta per tempo.
