ANNA MARIA SCARNATO*
Se ancora fossi nella Scuola dell’infanzia, in un giorno di Febbraio, come uno di questi ultimi e in cui mentre manine attive e occhietti innocenti di bambini intenti su fogli di carta a creare immagini di un mondo colorato fatto di farfalle, nonostante l’inverno, uccelli, alberi e fiori sbocciati nella terra, prati verdi con su casette abitate da grandi piccini, mi sarei trovata di fronte a gesti interrotti, spaventati sguardi improvvisamente rivolti alla maestra nel bisogno della sua rassicurante voce, quasi a silenziare il forte rumore di vetri scossi da un minaccioso ed improvviso vento e lo sbattere di porte che procurano un sobbalzo, a ridare luce ad un cielo oscurato da un grigiore che di soppiatto copre i colori soliti che i bambini gli danno : celeste, azzurro e qualche grigio racchiuso dentro nuvolette arricciate che disegnate sulla carta non mettono paura. Non avrei certo potuto accogliere in un abbraccio le loro emozioni, considerata la necessaria distanza da osservare, o forse l’avrei fatto per riscaldare quegli”scriccioli”appena distratti dall’opera di creazione di un mondo ideale, di un “nido” confortevole, di una visione del mondo come spesso è illustrato sui libri dei bambini ed oggi sempre più minacciato da eventi metereologici visibili in scioglimento di ghiacciai, alluvioni, sradicamenti di alberi, mari ingrossati che conquistano coste e terra che l’uomo ha alterato per adattarlo ai suoi interessi con effetti ecologicamente nefasti. Avrei potuto ricorrere alla fiaba di Mary Poppins per giustificare come anche i rami spezzati degli alberi , le carte, i secchi sollevati, i tetti divelti,i segnali stradali svolazzanti avevano acquisito i poteri della protagonista della storia; che il cielo, i rumori di un’aria che tutto arruffa e porta via “rimanevano fino a quando non cambiava il vento”. La trama sarebbe statauna metafora utile a far capire , dando poteri e anima alle cose del mondo che la tempesta dell’altro dì spargeva nell’aria cupa, che tutto potrebberitornare ad essere più normale , seguendo il tempo delle stagioni, se solo l’uomo stringesse un nuovo patto con gli alberi da non tagliare, con la terrae l’aria da non avvelenare, del mare, fiumi e laghi da non sporcare. Se solo si ricevesse un buon esempio, modelli di comportamenti corretti da seguire, regole per salvare un mondo che si sta ribellando con i mezzi che ha, aria, acqua, terra, fuoco…….per salvarsi! E forse, oltre che ai bambini, sarebbe risultato utile proiettare il film di Mary Poppins alle famiglie che hanno bisogno di “essere salvate”(più che i bambini come nel film)e aiutate nel ruolo giusto per discutere sulla tematica, tra fantasia e realtà,e interpretare un modello educativo consono all’obiettivo comune. In definitiva la “tata”della storia, la maestra, la famiglia…sono le figure che devono “restare” punti fermi per affrontare la vita , “finchè non cambia il vento”. Il lavoro di un educatore…..fino a quando non si risolvono le situazioni.
Distrarli al momento, come ogni insegnante dell’infanzia sa fare, con storielle fondate sulla realtà ma adattate all’età e alla comprensione dei bambini, sollecitando l’immaginazione, grande alleata del bambino che deve sviluppare la creatività personale , stimolando l’emotività efficace tessitrice di relazioni positive tra persone e tra persone e l’ambiente. E allora che “quel mostro” che con spavento ha oscurato i colori del cielo era e può diventare ancora un utile venticello, gentile spinta dei voli degli uccelli, naturale asciugatore di panni stesi, trasportatore di polline come le api, forza che permette alle vele di far muovere le barche in mare. Come gli uomini, grandi e piccini, si arrabbia tanto e si colora di scuro, perché così comunica la sua condizione che vuol dire: “il tempo è cambiato e che voi per me potete fare molto”. Come, dinanzi ad un capriccio, ad un dispiacere, a qualcosa che non va, succede che il viso dell’uomo diviene rosso o paonazzo. E così il cielo ci parla attraverso il vento, suo messaggero, la pioggia che in questi giorni è caduta sui vetri “schiaffeggiandoli”, le sue lacrime perché l’uomo inquina l’aria creata pulita . Lo stesso fa la terra con il caldo che brucia oltre il limite e procura incendi che distruggono intere foreste e scioglie i ghiacciai gonfiando i mari, il freddo intenso in zone dove prima non nevicava mai. Mettersi in ascolto dei rumori della natura, degli umori, in un cerchio rotondo come la terra è rotonda, nostra grande madre che ci consente camminarci sopra e non merita che la si possa calpestare, sporcare. Chiede una carezza il mondo che soffre, la natura che l’uomo distrugge. Merita “un cambio del vento”, non oltraggio e violenza. E il bambino si rabbuia, comprende. Chi pensa che non sia in grado di farlo? Ora è terra fertile , ora è il tempo di dargli il seme. E già pare udire la voce di ogni bambino che ha ritrovato vigore dopo la tormenta di passaggio e riporta le sue sensazioni, le tenere e zuccherose osservazioni, i suoi propositi, le sue fantasie. E’un momento liberatorio che porta calma, crescita, propositi, progetti di spunti da sviluppare, bruchi da tutelare.
Siamo noi incapaci di ascoltare il battito della creazione che siribella, il racconto della sua storia, del suo stress al servizio dell’uomo, incapaci di cogliere l’indecenzadella vita che le stiamo imponendo, le sue evidenti difficoltà. Noi grandi non abbiamo bisogno di storie e di metafore per calmare il vento, far ritirare le acque, non avvelenare la terra che ci alimenta, abbiamo bisogno di educare all’amore per l’ambiente, portare i figli, i nipoti a stupirsi di fronte alle bellezze dei paesaggi per sentire il respiro ma anche a visitare i “cimiteri” costruiti dall’uomo, dalle scelte scellerate della politica che si fa blandire dalle compensazioni offerte a copertura insulsa rispetto al danno ambientale procurato. Fare abbracciare gli alberi per creare un rapporto empatico tra una vita ed un’altra. Non tutto è compromesso se abbiamo venduto le uniche ricchezze che avevamo. Dobbiamo scommettere ancora nella salvezza, è un nostro dovere l’impegno, lottare affinchè il silenzio, le mancate risposte delle istituzioni non nascondano un’altra tormenta peggiore di quella dei giorni scorsi che di sorpresa possa gelare il cuore degli uomini che veramente amano la terra e scatenare ancor di più reazioni della natura verso chi la abita: la scelta di un territorio lucano come deposito di scorie radioattive.
E mentre Rosa, l’assessore regionale all’ambiente, compie un giro nei territori da valorizzare e preservare, trascurando, pare, di dare risposte all’inquinamento incalzante, si continua a ritenere importantela costruzione dell’immagine, a propagandare come spendere i soldi che arriveranno per progetti futuri,puntando sulle bellezze naturaliancora intatte, salvo poi scoprire che così magari non è, puntando sul turismo e trascurando le bruttezze che hanno compromesso lo sviluppo di altri posti trascurati e abbandonati.
Dedicato a tutti gli insegnanti, genitori che collaborano con le istituzioni scolastiche , associazioni che hanno il coraggio di guardare negli occhi il bambino promettendogli un futuro più pulito in ogni senso da costruire insieme , testimoni di una istanza urgente di cambiamento.
* insegnante
Un lodevole esempio di impegno scolastico per l’ambiente.
Attività Amnesty sulla salvaguardia dell’ambiente svolta dalla classe 2°A (secondaria) , prof.ssa Paola Risimini dell’I.C. “Pitagora” di Bernalda con la collaborazione musicale di Donato Gallitelli (genitore) e video montaggio di Antonella Rago
