Per fortuna c’è anche chi si muove in questo panorama politico-amministrativo complessivamente   inadeguato a cogliere gli stimoli che arrivano dagli ingenti finanziamenti europei. La Provincia di Potenza presenta dati e numeri che sono estremamente positivi, a dimostrazione non solo di una buona capacità decisionale ma anche e sopratutto di una forte e funzionale struttura tecnica, a dimostrazione che ci sono ancora energie che potrebbero essere adeguatamente  utilizzate se solo si fosse più aperti alla collaborazione e più disponiibli a dare le risorse in mano a chi le sa mettere a frutto. E tutto questo nonostante il terremoto indotto da un devastante Renzi che ha pensato di recuperare quattro spiccioli togliendo l’elezione diretta delle Province e derubricando l’istituzione ad ente di secondo grado, Ben venga la controriforma  decisa dal Governo che mira a ridare dignità a questi enti riportandole al funzionamento  storicamente acquisito (e sarebbe sbagliato non trovare i soldi necessari per farla già da subito). Dunque i dati parlano da soli e il presidente Giordano, molto attivo e pieno di idee e di energia giovanile ( largo ai giovani per salvare questa regione! ) non ha che da metterli in fila: Con i progetti approvati sui fondi ha ricevuto finanziamenti  pari a complessivi € 40.566.551,90 milioni di Euro per 37 interventi scolastici.  Al di là della soddisfazione per la consistenza del finanziamento raccolto nell’ambito del PNRR  e per il primato nazionale raggiunto dall’Ente (atteso che, in base ai dati forniti dall’UPI, nessun’altra Provincia italiana ha realizzato l’en plein dei finanziamenti disponibili nel settore dell’edilizia scolastica) si evidenzia preliminarmente che la nostra azione è stata particolarmente efficace nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR),  in quanto ha ottenuto, progettato e appaltato entro i termini, il nutrito elenco di finanziamenti (ventisette opere in altrettanti edifici scolastici) rientranti nei Piani d’intervento per la manutenzione straordinaria e l’efficientamento energetico degli edifici scolastici di competenza (i c.d. “Piani Province e Città metropolitane”) .In questo contesto, si evidenziano gli interventi previsti a Lavello (6.594.500,00 per la sede innovativa dell’Istituto Tecnico Agrario), il miglioramento degli Istituuti “Di Pasca” e S.Rosa” a Potenza (4.400.00,00), la realizzazione dell’Istituto “Levi” a Rionero in Vulture (1.826.000,00) e il miglioramento sismico del “De Sarlo” a Lagonegro,  le Palestre del “Gianturco” e del “Nitti” e l’Istituto “Giorgi” a Potenza o ancora, tra gli altri interventi, l’adeguamento del “Mediafor” del Capoluogo di regione” e quello poderoso del Liceo Scientifico “Galilei” di Potenza per un totale di oltre 4.800.000,00.  Non è un caso che la Provincia di Potenza, dopo aver candidato 9 progetti ai rispettivi avvisi per i finanziamenti, ha ottenuto il riconoscimento del massimo degli stessi garantendo la costante crescita della qualità degli edifici in termini di efficienza e sicurezza. Se tutto va bene sul terreno delle opere di edilizia scolastica, le criticità per la Basilicata arrivano però dalla  legge di bilancio 2022  che alza di molto il coefficiente numerico degli alunni   per la nomina dei dirigenti scolastici portandolo da una soglia minima di seicento a quella di novecento. Non solo, ma stabilendo che “a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni sono definiti, su base triennale con eventuali aggiornamenti annuali”. Una decisione che mortifica fortemente le regioni orograficamenre difficili, come la nostra, e che ha costretto il Consiglio provinciale di Porenza ad esprimere in un documento la sua netta contrarietà all’applicazione di questi criteri, in quanto gli Istituti scolastici sono ubicati in comuni montani o svantaggiati e con bassa densità abitativa che, pertanto, devono essere salvaguardati, cosi come disposto dal citato comma 557. Resta fermo per noi – conclude Giordano-il numero minimo di 400 studenti, fissato per i Comuni e le aree montane.
Ma , tornando alla capacità di spesa degli enti locali della Basilicata, sarebbe doveroso , a livello di consiglio regionale, approfondire la questione di come i Comuni hanno reagito all’input europeo del PNRR, di come sia stato esercitato il ruolo di supporto della Regione e di quali defaillance siamo eventualmente  responsabili nei confrotni della popolazione. e per quali motivi. Purtroppo, da qualche anno a questa parte, la sola risposta registrata è il silenzio . Meglio non dire,recita una canzone. r.r.