Se neanche un fenomeno così estremo come quello abbattutosi sul metapontino riesce a smuovere il corpaccione intontito della burocrazia regionale, allora vorrà dire che veramente bisogna fare i bagagli e seguire i figli che se ne sono andati. Significa che non c’è futuro perchè , qualsiasi sia la gravità dell’emergenza che ci colpisce , il ritmo pacioso e tranquillo di una burocrazia che si è messo le cuffie per non sentire le proteste, non cambia, nemmeno quando di trova l’acqua sotto i piedi , come è capitato al Madonna delle Grazie. Noi già scontiamo una situazione di netto squilibrio tra le possibilità di intervento delle regioni del Nord e quelle nostre: ci mancano i soldi dei servizi che in 50 anni il Nord ci ha derubati, sulla scusa che non li sappiamo spendere. Se a questo aggiungiamo il peso di una burocrazia collassata che obbedisce come pecora al padrone di turno, aspettando che la mattina apra la stalla, allora la speranza di uscire da questa sonnolenza generale si fa vana. leggiamo insieme questo post di un imprenditore del mare a Policoro : “Prima di tutto, Buongiorno a tutti!! Oggi non ho neanche la forza per piangere, oltre danni subiti alle strutture del lido e questo per me non è il primo anno che subisco danni alle strutture, anche l’anno scorso, c’è stata una erosione della spiaggia del 50% di come eravamo prima, s’è resta così la situazione, senza un aiuto concreto da parte della nostra Regione Basilicata per l’attuazione di un ripascimento della costa erosa e di difesa, non si può lavorare, questo è un handicap serio per noi operatori Balneari sul tratto di costa eroso, spero con tutto il cuore e il buon senso, che almeno questa volta mettiate in campo queste cose …………..! Vi prego fate tutto questo prima dell’arrivo della prossima stagione estiva, sennò falliamo anche noi piccoli operatori balneari!! Ora, tutto il settore della balneazione deve combattere non solo l’acqua che arriva portata dallo scirocco e dalle tempeste, non solo l’acqua sporca che esce dai depuratori difettosi, ma anche e soprattutto il fiume di chiacchiere e di promesse fatte in questi anni e che bagnano tutto senza arrivare a sfociare in un solo risultato: il demanio marittimo che non riesce a portare in porto un piano lidi, gli uffici che non applicano la deroga al 2033 della messa in gara degli stabilimenti. Così come quello dell’agricoltura, ad onta della grande spinta di interventi individuali, soffre di una mancanza di una politica ambientale che porti ad operatività un carrozzone come il Consorzio di bonifica e crei la sinergia con le necessarie politiche di difesa del suolo. E dunque, per Bardi ed i suoi collaboratori, è illusorio pensare di intervenire se dietro di lui la fanteria non cammina. C’è bisogno di suonare la sveglia , di allineare tutti i direttori generali, di dar loro ordini perentori di preparare le truppe in brevissimo tempo, di farle marciare a tappe forzate verso obiettivi di risposta operativa. In mancanza di questo, lo scenario lo conosciamo: tempo passa e Dio provvede. Rinnovamento significa innanzitutto rifondazione della macchina burocratica, con obiettivi certi, dimezzamento dei tempi, responsabilità ai quadri intermedi, premiazione e punizione dei dirigenti che fanno o non fanno il loro dovere. Generale, parta dai soldati che ha intorno e dia loro responsabilità, motivazione e coraggio. Nel dopo terremoto c’è chi la ha fatto. E la gente se ne ricorda. Rocco Rosa
SE POLICORO PERDE LA PRIMA PAGINA
