Può darsi che per l’ospedale di Tinchi l’assessore abbia idee precise da portare nella pianificazione ospedaliera, ma è grave che se ne stia in silenzio anche dopo che le telecamere di striscia la notizia hanno documentato la paradossale situazione di un ospedale tutto nuovo e tutto vuoto e di una Regione che va in cerca di alloggi di fortuna,fino ad accontentarsi di una tenda vuota e che se andava bene nel deserto non va bene in una città di montagna con la neve che rischia di far crollare il tutto. E invece ci dobbiamo servire anche lo sberleffo della satira televisiva, senza che ci sia qualcuno capace di portare una spiegazione plausibile. Si può passare sopra alla polemica dell’ex Sindaco di Pisticci che, giustamente, fa notare i passi indietro fatti da una struttura che ha sempre svolto un ruolo importante per il territorio e che adesso è una scatola vuota, ma non si può non chiedere , alla fine di importanti lavori di ristrutturazione, quale è il destino di questo ospedale, se ha davanti a sé un ruolo specialistico o se non deve assolvere da subito la funzione di presidio avanzato di medicina territoriale, con tutti i servizi legati ad un pronto soccorso attivo e alla cura di malattie croniche, dialisi compresa. Insomma un modello avanzato che mette insieme l’urgenza, il pronto soccorso attivo, il presidio di medicina territoriale pubblico, con gli strumenti di diagnosi necessari , il coordinamento della specialistica e via dicendo. E’ innegabile che non si possono aspettare i tempi lunghi di un piano sanitario e che bisogna dare risposta da subito. Parliamoci chiaro: la proposta che viene dalla popolazione di ospitare i pazienti covid è l’estremo tentativo di evitare che la struttura si degradi nell’abbandono. Abbiamo tanti esempi nel Mezzogiorno di strutture costate milioni e che sono diventate i sinboli dell’abbandono e dello spreco. La risposta forse non sarà il reparto Covid, ma una risposta urgente, definitiva e ragionata ci deve essere (a.m.s)
SE TINCHI FINISCE A STRISCIA LA NOTIZIA
