Una manina abbastanza riconoscibile tra gli avversari locali di Pittella è riuscita a mettere scompiglio nello schieramento di centrosinistra richiamando l’intervento di un giornale nazionale sulla eventuale “clamorosa marcia indietro dei cinquestelle lucani, pronti a fare l’accordo con Marcello Pittella” dopo averlo massacrato per anni , riprendendo i vecchi temi di una “famiglia che ha spadroneggiato in lungo e largo nel territorio lagonegrese”. Scopo non dichiarato ma evidente: allontanare l’ipotesi di un accordo preelettorale col Pd e le altre forze ( Azione compresa) per le prossime regionali, accordo che, se sul piano politico può rispondere ad una dinamica che si va formando in Italia circa la possibile alternativa al centro destra, in Basilicata penalizzerebbe il Movimento di Conte che anziché racimolare due consiglieri, andando da soli alle elezioni, ne vedrebbe solo uno, almeno stando alle previsioni che circolano. L’attacco , abbastanza scomposto ha chiaramente un destinatario interno al Movimento e cioè quell’on. Lomuti che faticosamente cerca di portare la linea di Conte che è quella di non dire né si né no ad un accordo prima di vedere tutte le carte posate sul tavolo. Perché se è vero che il Movimento deve tenere alta una bandiera identitaria è pur vero che lo stesso  partito, come pure il Pd, ha necessità di fermare questa destra che fa danno ovunque e comunque. All’insegna di questa strategia, il parlamentare venosino, aveva messo le mani avanti a tutto lo schieramento del centrosinistra: abbiamo un candidato che è autorevole e che corrisponde al nome dell’attuale Presidente della Provincia, una persona che ha dimostrato di saper lavorare bene nella gestione sia del suo comune che dell’Ente provinciale. Un modo per dire al Pd, noi non vi corriamo dietro ma siamo disposti a discutere su tutto.  Quale conseguenza può avere questo incidente di percorso non è facile da calcolare. Può darsi che a livello romano si possa discutere di come affrontare insieme queste elezioni alla Regione Basilicata e che si possa trovare un accordo, nel qual caso la base sarebbe costretta ad accettare l’orientamento romano, ma può darsi anche che le europee facciano mettere provvisoriamente da parte le prospettive di schieramento e facciano prevalere gli interessi dei cinquestelle ad andare da soli, nel qual caso c’è un evidente indebolimento della compagine, forse colmabile solo con l’inglobamento nel discorso elezioni del gruppo di Italia Viva , finora attestato su posizioni di attesa e di non scelta tra uno schieramento e l’altro. Negli altri partiti della coalizione c’è preoccupazione per questo fatto nuovo che oggettivamente , se fosse confermato da una decisione politica nazionale, darebbe un enorme vantaggio al centrodestra, praticamente mettendolo in condizione di rivincere la partita. Si tratta di capire qui se per i cinquestelle valgono più i tesserati che il popolo rappresentato , cioè lo 0,01 % oppure quel 10i-12 per cento di popolo  che in Basilicata, secondo i sondaggi, segue Conte, un popolo che è incazzato con la Destra, perchè ha perso il reddito di cittadinanza o trova difficoltà nella stretta sul superbonus, tutti regali fatti dalla Meloni alla gente rappresentata dal Movimento. ROCCO ROSA