La vecchia saggezza democristiana ha partorito la buona idea di mandare avanti i giovani. Arriva un tempo in cui le facce conosciute, ancorchè pulite ed onorate, stancano e sanno di deja vù. Così, dal sacrificio di Alfano che ha saputo fare un gesto dignitoso ma anche politicamente intelligente è nata l’Araba fenice di una giovane donna  che è chiamata a rappresentare il frastagliatissimo universo moderato, nel quale sopravvivevano scialuppe singole, mezzo arenate e incapaci, da sole, di prendere il mare largo. La base è un formale civismo, non potendo trovare altro collante tra esperienze diverse, da quelle democristiana di Casini, a quelle di scelta civica, a quelle di alternativa popolare ex Ncd, a Italia dei valori di Messina . Ma quello che tradisce il disegno complessivo è la scelta di una margherita , un messaggio più o meno subliminale per dire che riprende il progetto di un centro che va da solo e guarda a sinistra, come era nata l’esperienza di Rutelli.  Non è solo una operazione di facciata o di faccia, è una operazione chiamata a mettere in difficoltà proprio Berlusconi, nel tentativo di sottrargli all’ultimo momento parte di quell’elettorato che non crede alle sue moine da venditore di pentole , ma non ama le avventure e si orienta verso il solo schieramento capace oggi di stoppare il Movimento cinque stelle. La Lorenzin, oltre che essere stata un Minisitro capace, è in grado di portare quel valore aggiunto di una verve e di una immagine che nella comunicazione elettorale serve, e, visto che la partita si gioca in gran parte in televisione, può rappresentare una delle novità sostanziali di questa campagna elettorale. 

Se a livello nazionale la cosa nuova può arrivare al tre, quattro per cento,in Basilicata ci sono condizioni ancora migliori , con Aurelio Pace che, insieme a Mollica, è praticamente l’anticipatore di questa strategia che oggi trova conferma a livello nazionale e che si è dimostrato un alleato solido e sicuro di Pittella. Dietro di loro , si muove Taddei che spera di cogliere l’occasione di tornare a Roma, ma suscitando molta freddezza in chi poi i voti li deve portare. La verità è che qui a Potenza ci sarebbe spazio per un rilancio forte della componente moderata, ma non ci sono gli uomini superpartes che possano garantire l’amalgama e il tutto rischia di consumarsi come altre volte tra due o tre che si mettono insieme e alla prima occasione litigano su chi deve andare avanti. Le staffette non hanno mai funzionato e non funzioneranno.  Una vera novità potrebbe venire da una possibile adesione del Sindaco De Luca e della sua compagine comunale atteso il fatto che già nel passato aveva accennato ad avvicinarsi alla componente Alfaniana e che forse, proprio in quest’area, troverebbe un approdo coerente dopo una avventurosa navigazione a naso. Non dimentichiamo che nella compagine entra anche Italia dei valori che qui ha un riferimento importante in Angelo Rosella e che non è disposto a lasciar giocare ad altri la partita per Roma.  Insomma, anche al centro ci sono carte giovabili, ma c’è molto vento e le carte buone rischiano di disperdersi. Giuseppe Digilio