IMMACOLATA BLESCIA

  La luce giusta, il profilo migliore, gli occhi ammiccanti e sgranati a favore di smartphone e … click: il selfie è subito servito, pronto per essere dato in pasto a quel mare magnum dell’amicizia virtuale.
La fame di like è smodata, i social tutti ne sono affetti; è una bramosia insidiosa e a volte fuori controllo tanto che si è pronti a tutto pur di racimolare consensi e gradimenti … persino autofotografarsi su dei binari con un convoglio in corsa alle proprie spalle.
Proprio così: accade a Soverato, perla calabrese dello Jonio.
A perdere la vita, travolto dalla furia incontrollabile del treno in arrivo, uno dei tre ragazzini che erano partiti alla conquista di quel selfie che, una volta postato, sarebbe valso chissà quanti like. 
Sarà la necessità di ammirazione? La mancanza di empatia? Il delirio di onnipotenza da tastiera?
Difficile a dirsi!
Una cosa è certa: il fenomeno selfie sta sfuggendo di mano ed è divenuto un vero e proprio oggetto di studio per gli psicologi.
La social-fotografia di questa fattezza è un inno stonato a se stessi, al proprio ego, è il narcisismo più becero che alberga in ognuno di noi.
E il palcoscenico ideale sul quale tutto questo  può mettersi in mostra con la convinzione di offrire una propria immagine superiore a ogni aspettativa, è senza dubbio il social network.
Qui ogni utente, famoso o sconosciuto che sia, ha il proprio stuolo di ammiratori a cui offrire  foto, pensieri e affermazioni e troppo spesso questa notorietà, questa eccessiva esposizione mediatica può divenire putrescente e, come in questo terribile fatto di cronaca, addirittura mortifera.
Cosa stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi? Davvero questa ossessione da social ci sta facendo perdere il lume del buon senso? Che sia davvero nostra la colpa per il cattivo esempio che offriamo fissando per la maggior parte del tempo questi luminosi aggeggi?
Domande dalla risposta difficile, forse impossibile.
Tornare indietro non si può, nè tantomeno arrestare il progresso (?) tecnologico ma forse siamo ancora in tempo per limitare i danni e far capire ai nostri ragazzi che si può essere trasgressivi anche leggendo “Les fleures du mal” di Baudelaire o guardare una vecchia pellicola in bianco e nero, preparare del cibo esotico per le persone che amiamo o fare una passeggiata a piedi nudi in riva al mare.
Stiamo guardando i nostri figli come se appartenessero non a noi ma al tempo in cui vivono, alle mode burattinaie che si sono arrogate il diritto di guidare i loro fili.. 
Stiamo allevando dei giovani pronti a tutto per un selfie che sia diverso, nuovo, eccitante, straordinario.
Sempre pronti per essere belli … belli da morire.

 IN COPERTINA  – minorenni dentificati e multati (di 280 euro ciascuno) dalla Polizia ferroviaria di Ostiglia (Mantova) per aver scattato dei selfie sdraiati sui binari, in attesa del treno.