Un documento firmato da una settantina di Sindaci propone con forza la ricandidatura di Marcello Pittella, con ampie motivazioni che vanno dallo scenario nazionale sempre meno rassicurante per la realtà meridionale , a quello territoriale dove c’è l’esigenza di dare continuità alle politiche di sviluppo fin qui intraprese, il tutto in un auspicabile clima di unità reale tra le forze del centrosinistra e tra tutte le realtà civiche che operano in Basilicata. L’iniziativa , che sia stata pensata , sollecitata o che sia spontanea, segna comunque uno spartiacque in questo lungo tira e molla su chi dovrà guidare la coalizione. Da ora c’è un candidato proposto dal territorio e chi la pensa diversamente deve uscire allo scoperto, mettendo le sue carte sul tavolo.  Più diretto ancora Gianni Pittella , per il quale “ chi si dissocia da questa chiamata alle armi deve assumersi la responsabilità di far vincere gli altri” . La Basilicata può essere il punto di svolta per bloccare l’avventurismo  di questa coalizione giallo-verde  e iniziare una azione di rigenerazione politica. 

Di rigenerazione ha parlato il segretario Polese nella relazione di apertura dell’Assemblea del Pd. Una relazione senza spunti polemici ma con un forte richiamo alla mobilitazione e all’unità. Non è più il tempo dei protagonismi singoli o delle rivendicazioni correntizie, c’è da lavorare con umiltà , sapendo che la vittoria alle regionali è il primo gradino per impostare un nuovo modo di stare assieme, collegiale, fatto di regole e di rispetto reciproco.

In una via di mezzo si è collocato Salvatore Adduce di Matera, che ha lamentato la mancanza di un vero dibattito sul 4 marzo che andasse al profondo delle cause, che sono nazionali ma che sono anche locali. La proposta di candidatura di Pittella non è alternativa a questo processo di approfondimento del modo di stare insieme  ed è auspicabile si faccia subito.

Insomma, la legge elettorale, a firma Pd, è sul tavolo della Commissione( doppia preferenza , voto congiunto ) , il nome del presidente è stato fatto, l’indicazione di una coalizione larga la più possibile, pure . Il resto tocca alla coscienza ed alla responsabilità degli altri. Della serie ,non ci farete morire di attesa. Dentro o fuori!