L’erosione costiera non rallenta la sua corsa nonostante i tanti tentativi per frenarla. Siamo al punto che bisogna riaggiornare il piano regionale delle coste joniche e tirreniche e studiare nuove soluzioni e più effiaci accorgimenti. Da qui la decisione della Giunta regionale di deliberare la revisione del documento esistente, demandando al dirigente generale del Dipartimento Ambiente l’adozione degli atti consequenziali mirati ad un’attenta valutazione delle condizioni dei litorali della Basilicata e a definire in quale modo operare per difendere le coste e ristabilire gli equilibri ambientali compromessi. La versione del piano 2016 non era completa e perciò non ha mai concluso il suo iter approvativo. E dunque se proprio non bisogna cominciare tutto daccapo, quanto meno è necessario mettere un punto sugli studi fatti, sulla validità delle soluzioni ipotizzate e in parte realizzate, e su eventuali interventi nuovi da studiare e programmare. Il pericolo è che da si perda altro prezioso tempo per interventi che sono di una emergenza estrema. Sappiamo come vanno questi lavori: mentre il medico studia, l’ammalato muore. Però diamo per acquisito che l’assessore Latronico, che è della zona e che questo problema lo conosce da quando era parlamentare, delegando i provvedimenti attuativi alla responsabilità del direttore generale, voglia dare un messaggio preciso sui tempi brevi che bisogna rispettare. Anche perchè, senza questo lavoro, il compito del Commissario straordinario per la salvaguardia delle aree costiere è praticamente impossibile. Dal nuovo lavoro potranno altresì determinarsi l’ammontare degli interventi che nel tempo occorre fare e quindi i finanziamenti da erogare o da ricercare. Cosimo Latronico, intervenendo al convegno su “La sicurezza alla balneazione sulle coste lucane: l’area pilota di Metaponto Lido”, ha riassunto per l’uditorio la gravità del fenomeno che interesse le due coste lucane.“Negli ultimi decenni – ha detto Latronico – il deficit di trasporto solido dei corsi d’acqua della Basilicata ha determinato, con particolare rilevanza lungo la costa ionica, una crisi del sistema di alimentazione del litorale modificando sensibilmente gli equilibri che regolano la dinamica costiera. La causa principale del mancato apporto solido dei fiumi lucani è stata facilmente correlata alla realizzazione di invasi destinati ad uso irriguo, plurimo, industriale o per la produzione di energia elettrica, che hanno interessato, tra il 1955 ed il 1994, tutti fiumi ad eccezione del Cavone. L’apporto di sedimenti è stato ulteriormente ridotto dal prelievo di inerti lungo gli alvei e dalle opere di regimazione idraulica realizzate in questo periodo. Tra gli effetti più rilevanti del modificato equilibrio delle dinamiche costiere lungo la fascia ionica quello più evidente è stato un importante arretramento della linea di costa lungo ampi tratti di litorale ionico, che ha determinato significativi danni o limitazioni significative delle attività economiche presenti in quelle aree.
Nel corso degli anni, soprattutto nel settore nord orientale, sono stati eseguiti interventi più o meno localizzati finalizzati a contrastare il processo di arretramento della linea di costa i cui effetti sono stati di norma o inefficaci o non risolutivi”.
Come si opererà, secondo quanto ha deciso la Giunta? “La nuova proposta di Piano prevede due distinte fasi e l’approvazione di due distinti stralci riguardanti il primo la costa ionica, il secondo quella tirrenica attraverso la riorganizzazione delle informazioni disponibili, anche in funzione della creazione di un S.I.T. dedicato, e ad integrare il Piano stesso sia con nuovi tematismi, e con un incremento della definizione dei dati geologici disponibili, con particolare riferimento agli aspetti inerenti la dinamica costiera ed al trasporto dei sedimenti lungo costa.
L’aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica – ha chiarito Latronico–, riguarderà l’acquisizione di ulteriori dati, e quindi l’integrazione ed il completamento del quadro conoscitivo; contestualmente si procederà alla redazione del Piano Stralcio della Costa Tirrenica, per il quale oltre alle attività già previste per il primo aggiornamento della costa ionica, saranno realizzati ulteriori e mirate indagini finalizzate all’acquisizione dei dati necessari alla definizione del Piano ed alla popolazione del data base a supporto del Sistema informativo. La seconda fase prevederà inoltre un programma dettagliato di monitoraggio dei parametri che sovrintendono alla dinamica costiera.
Nella seconda fase è prevista l’approvazione del secondo aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica e del secondo stralcio della Costa Tirrenica. Il secondo aggiornamento del Piano Stralcio della Costa Ionica, riguarderà l’acquisizione di ulteriori dati, e quindi il completamento del quadro conoscitivo; contestualmente si procederà all’aggiornamento del Piano anche per la costa tirrenica, per la quale oltre alle attività già previste per il primo aggiornamento della costa ionica, saranno realizzate ulteriori e mirate indagini finalizzate all’acquisizione dei dati necessari alla definizione degli interventi ed alla popolazione del database a supporto del Sistema Informativo. La seconda fase prevederà inoltre un programma dettagliato di monitoraggio dei parametri che sovrintendono alla dinamica costiera. Queste ultime attività saranno realizzate con innovative tecniche di rilevamento e monitoraggio di remote sensing, sia satellitari che attraverso l’uso di droni specializzati, con l’utilizzo di immagini sia ottiche che radar”.
Quest’ultima attività sarà svolta con la collaborazione dell’I.N.G.V. e dell’Agenzia Spaziale Italiana”.
“Sulla base delle conoscenze acquisite per il litorale ionico lucano e delle prime elaborazioni condotte sulla dinamica costiera – ha concluso Latronico -, pur non trascurando gli effetti che hanno avuto le barriere soffolte nel ridurre l’energia e quindi il potere erosivo delle mareggiate, nel documento preliminare al PRC si sottolinea la necessità di prevedere interventi finalizzati principalmente e prioritariamente ad impedire la perdita continua dei sedimenti costieri trasportati verso nord est dalle correnti longshore, evitando che questi si disperdano poi nei canyon della valle di Taranto. Attualmente è in corso la procedura di VAS del redigendo piano stralcio fase 1 il cui obiettivo è quello di intervenire sulle decisioni ‘a monte’ e durante tutto il processo di formazione e approvazione del Piano, al fine di orientare le scelte verso la posizione più sostenibile”.
sull’argomento : https://www.talentilucani.it/erosioni-coste-joniche-il-prof-greco-no-a-interventi-tampone-urge-un-piano-coraggioso/
