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rocco sabatella
E’ una domanda da un milione di euro. Che si potrebbero vincere sicuramente se in una ipotetica lotteria del genere si puntasse ad una risposta negativa. Per adesso c’è solo la volontà della Federcalcio di far ripartire il calcio in Italia con una calendarizzazione cosi pensata: prima la serie A, poi la B e quindi la serie C. Ovviamente tra il dire e il fare ci sono in mezzo ancora tante situazioni di incertezza nell’organizzare la fase 2 delle riaperture che dovrebbero cominciare il 4 maggio. Domani ci sarà la prima riunione, rigorosamente in videoconferenza, tra il ministro dello sport Spadafora e tutte le componenti del calcio: il presidente Gravina, i presidenti delle leghe di serie A, B e C e Dilettanti, le associazioni dei giocatori, degli allenatori e degli arbitri e una delegazione della commissione medica della Figc presieduta dal professor Zeppilli. Nonostante la ferrea volontà del presidente Gravina di far ripartire la serie A con gli allenamenti a partire dal 4 gennaio per poi far giocare le partite, rigorosamente a porte chiuse, nel mese di giugno, le indicazioni che arrivano dal mondo scientifico e dal governo non sono incoraggianti. Molto chiaro e netto il ministro della salute Speranza:” Far ripartire il calcio? Con 400 e passa morti al giorno ancora, questo è l’ultimo problema di cui possiamo occuparci perchè le priorità sono decisamente altre”. Pertanto la riunione di domani sarà interlocutoria e servirà per conoscere quali sono i piani predisposti dalla Federcalcio in materia di protocolli sanitari da mettere in pratica nel momento in cui il governo decidesse di far ripartire il calcio. Cosa che non è assolutamente scontata. Anche se la sensazione è che alla fine solo A e B potrebbero concludere la stagione in piena estate. Sarò difficile, anzi possiamo dire quasi impossibile che i campionati di serie C e della Lega Dilettanti, possano riprendere e concludersi. Anzi la volontà della Lega Pro, finita nell’occhio del ciclone per le proposte che il consiglio direttivo ha elaborato un paio di giorni fa e che dovranno essere sottoposte all’approvazione da parte dell’assemblea delle 60 società di C, ha come punto prioritario proprio il blocco del campionato. Ma le altre proposte hanno scatenato un putiferio e la reazione molto piccata dei presidenti della Lega di serie B Balata e della Lega Nazionale Dilettanti Sibilia. Quali sono queste proposte che fanno tanto discutere? Promozione in serie B per le tre capoliste dei gironi Monza, Vicenza e Reggina, più una quarta promossa attraverso il sorteggio tra le 27 formazioni che, allo stato attuale, hanno acquisito il diritto a partecipare ai play off. Inoltre blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dal campionato di serie D. Nonostante l’invito del presidente Ghirelli a non pubblicizzare, almeno fino al 4 maggio, giorno dell’assemblea delle società, queste proposte del Consiglio direttivo, qualcuno anonimo ha fatto la gola profonda e le decisioni del direttivo sono diventate di dominio pubblico e hanno scatenato reazioni molto pesanti verso la governance della serie C. A cominciare dal presidente della Lnd Sibilia che ha bocciato sul nascere tutte le proposte della serie C perché non sono state concordate con le altre componenti federali. Sempre secondo Sibilia, i meccanismi previsti dalla Lega Pro su promozioni, retrocessioni, ripescaggi e blocco dei campionati, costituiscono una modifica al regolamento che dovrà essere valutata dal consiglio Federale della Figc. Il mondo dei dilettanti non potrà mai approvare queste proposte. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della serie B Balata che, oltre a definire non condivisibili e irricevibili queste proposte, ha accusato la Lega Pro di non perseguire quello spirito di squadra che è assolutamente necessario in questo momento così delicato per tutto il calcio italiano. Balata ha definito le proposte sul blocco del campionato e sui meccanismi di passaggio di categoria alquanto fantasiose oltre che sconosciute per il nostro sistema professionistico. Concludendo che la prospettiva non può essere contemplata neppure in astratto. Molto dure le prese di posizione di tante società di alta classifica dei tre gironi che si sono già mosse per contrastare le proposte della Lega Pro. In particolare il Bari che ha già dato mandato all’avvocato Mattia Grassani, uno dei top legali di diritto sportivo, di muovere tutti i passi per opporsi alla Lega Pro. E ci sembra alquanto legittimo il desiderio del Bari, ma anche di tutte le squadre che veleggiano nei piani altissimi della classifica, di volersi giocare la quarta promozione sul campo e non affidandosi ad un bussolotto da estrarre. Detto questo, una soluzione per la serie C dovrà essere trovata e ci dovrà pensare il consiglio federale della Figc. Come si diceva, l’unica proposta fatta dalla Lega Pro che potrà essere accettata sarà quello del blocco dei campionati. Questo soprattutto perché la Serie C non ha le potenzialità economiche per mettere in atto per i suoi tesserati i rigidi protocolli sanitari previsti per la eventuale ripresa del campionato. La Federcalcio dovrà trovare le soluzioni più idonee per le promozioni e le retrocessioni, salvaguardando anche gli interessi della Lega di Serie B e del mondo dei dilettanti, a cominciare dalla serie D per finire ai campionati regionali. E allora, detto che le decisioni che dovrà prendere il Governo sulla ripartenza del calcio non potranno prescindere dall’evoluzione della pandemia del Covid 19 sul territorio nazionale, la soluzione potrebbe portare alla disputa di play off in formato ridotto, ossia con meno squadre rispetto alle 27 che hanno, al momento del blocco, acquisito il diritto a partecipare agli spareggi. Con le gare che si svolgerebbero tutte a porte chiuse e in una sede da stabilire. Si tratta di capire, in base a quanto detto sull’evoluzione del Covid 19, quante squadre coinvolgere in queste gare e quante partite far disputare ad eliminazione diretta. Si potrebbe pensare di far giocare solo le seconde di ciascun girone oppure di allargare alle terze o alle quarte classificate la possibilità di giocarsi la serie B. Di sicuro scendere in campo per arrivare alla serie B è molto più sportivo e rispecchierebbe i reali valori che affidarsi al sorteggio. Infine va tenuta in considerazione un’altra esigenza: che tutti i campionati che riprendono possano finire contemporaneamente in modo che la stagione 2020/2021 abbia inizio nello stesso periodo per tutte le serie. Tutti i tifosi si possono sbizzarrire a trovare le migliori soluzioni per i play off di serie C e a fare il tifo perché si torni a giocare. Ma purtroppo ciò non dipende dalla nostra volontà. Chi detterà i tempi della nostra vita quotidiana sarà sempre il maledetto covid 19. |
SI RIPRENDERA’ A GIOCARE IN SERIE C?
