Ha destato perplessità la delibera della Provincia di Potenza di regolamentazione del flusso dei rifiuti per il trimestre febbraio aprile, con la scelta di rimettere al centro il termovalizzatore di Fenice per la risoluzione delle emergenze derivanti dalla non utilizzabilità della discarica di Venosa. Praticamente si ritorna indietro rispetto alle esigenze più volte sostenute di evitare che Fenice bruci il tal quale , soluzione più volte oggetto di contestazione da parte delle cittadinanze interessate nei comuni di Lavello e di Melfi.  Secondo il provvedimento il Comune di Potenza che produce una quantità di indifferenziata di 1500 tonnellate al mese deve portarne  400 all’inceneritore di Fenice, 900 alla piattaforma di prevagliatura di  Atella  e 200 a quella di Sant’Arcangelo. Poi c’è la perla burocratica “ se, a seguito della messa a regime della raccolta  differenziata, le quantità di rifiuti prodotte  dal Comune  di Potenza si riducessero, rispetto al quantitativo stimato di 1.500 t/mes dovranno, in proporzione, essere ridotte le quantità conferite alle piattaforme  di Atella  e  Sant’Arcangelo. Cioè , se abbiamo ben capito, la quantità che viene trattata col sistema di prevagliatura  ( e poi mandata nell’inceneritore come CSS si riduce mentre rimane integra quella che va ,come tal quale, direttamente all’inceneritore. Ora, a prescindere dal fatto che non si capisce perché 200  tonnellate al mese di rifiuti indifferenziati debbano partire da Potenza per andare a S.Arcangelo, facendosi mezza Basilicata, mentre andando alla prevagliatura di Atella si viaggia solo per trenta chilometri e non per 120 , ma quello che veramente sorprende è la dicitura pari pari che il conferimento non va ridotto al  termovalorizzatore di Fenice. Che cosa significa? Perché bisogna mandare a bruciare i rifiuti tal quale in un territorio che sta facendo una battaglia proprio per il fatto che quell’impianto contrasta con le finalità dell’economia zonale?  E perché il Comune di Potenza si sta zitto rispetto a questo tour della monnezza rimesso in piedi in quattro e quatt’otto?. Dobbiamo pensare che si vogliono nascondere gli insuccessi di una raccolta differenziata che invece non riesce a differenziare molto, per cui bruciando tutto nulla si vede? Non ci credo, ma se così fosse, si affronti il toro per le corna e si facciano i dovuti cambiamenti, non si nasconda l’inefficienza in un forno tornato a bruciare di tutto. In ogni caso, quale che sia il problema , non appare corretto portare all’inceneritore rifiuti tal quale. E’ la sconfessione di tutti quello che è stato detto in Consiglio regionale.