Esattamente 150 anni fa, il 31 agosto 1871, allo stato Civile di Avigliano (Basilicata) al n. 142 del registro delle nascite fu annotata la nascita di un trovatello, nato da genitori ignoti, cui fu imposto il nome di Silvio Spaventa. Successivamente si seppe che il padre era Giuseppe Filippi – cugino del primo arcivescovo dell’Aquila Luigi Filippi – e di Beatrice Roberticchio. Solo a venti anni Silvio fu riconosciuto dal padre, ed aggiungerà il cognome Filippi; scherzando sosteneva sempre di averlo fatto per non essere confuso con il filosofo Spaventa. Ironico, vivace, brillante rivelò questo sin da piccolo: amava leggere tutto quello che trovava nella libreria fornitissima del prozio arcivescovo. L’infanzia la trascorse ad Avigliano, presso delle severissime zie e studiando sotto un severissimo precettore, Don Vincenzo Colangelo dal metodo severissimo che lo scrittore ricorderà nel suo primo libro “Intorno a se stesso” nel capitolo La Zazzera, quando narra di essere stato rasato a zero per una sua marachella. I suoi amici di infanzia furono Tommaso Claps, futuro magistrato e scrittore, del quale ricordiamo “A Pie del Carmine” e Antonio Labella, che diverrà uno stimatissimo poeta. A nove anni, terminati i primi studi, si trasferì presso il prozio Arcivescovo dell’Aquila,conseguì la maturità classica e si iscrisse a Giurisprudenza e poi a Lettere a Roma, senza mai conseguire la laurea; si definì un clericus vagans in cerca della propria “dimensione. Da “Clericus vagans” il giovane aviglianese, penna raffinata, humor sottile, mente acuta divenne un nome del giornalismo italiano e della cultura dell’italia del primo ‘900. La sua città, che sempre amò, oggi lo ricorda con una manifestazione organizzata dal Comune di Avigliano in onore del Fondatore e Direttore del “Corriere dei Piccoli” con un convegno di studi che si svolgerà quindi oggi martedì 31 agosto alle 18.00 nel Chiostro del Palazzo di Città. Spaventa Filippi può essere considerato uno dei più importanti educatori dell’Italia del ‘900 perché, quando giunse a ideare il “Corriere dei Piccoli”, aveva già maturato un solido pensiero pedagogico
e approfondite conoscenze della psicologia infantile. L’opera educatrice che si è riverberata attraverso il “Corrierino”, rimasto fedele alla sua impostazione fino al secondo Dopoguerra, ha reso il giornalista e romanziere di Avigliano un genio della creatività “atteso da legioni di fanciulli, nei borghi più remoti e nelle metropoli più rumorose – come scrive Domenico Claps nell’agosto del 1928”. Egli svolse un ruolo fondamentale anche nell’ambito della sprovincializzazione della cultura letteraria italiana di inizio Novecento, facendo conoscere i capolavori della letteratura europea in traduzioni che ancora oggi restano insuperate: Dickens, de Maistre, France, Jerome, Shakespeare etc.
Al convegno prenderanno parte: il Sindaco di Avigliano Giuseppe Mecca, l’Assessore alla cultura Angela Maria Salvatore, il Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo statale “Silvio Spaventa Filippi” Adriana Formetta, il Consigliere regionale delegato alle attività di promozione culturale per il rilancio e lo sviluppo socio-economico della Basilicata Dina Sileo e il Consigliere regionale Tommaso Coviello. Sarà il professore Santino Bonsera, Presidente del Circolo culturale Silvio Spaventa Filippi, terrà una relazione dal titolo “Un intellettuale e scrittore che amò i bambini e attraverso essi gli uomini”.
È previsto, inoltre, un collegamento in rete con Silvia Spaventa Filippi, nipote di Silvio Spaventa Filippi e l’esposizione di alcune copie della ristampa anastatica del primo numero del “Corriere dei Piccoli”.
Ma ritorniamo alla vira del giovane Silvio Spaventa Filippi. Nell’aprile del 1890 il primo approccio al giornalismo. Era appena diciannovenne quando fondò insieme all’amico Alfredo Parfilia La Campana Abruzzese. I suoi brevi racconti e le critiche letterarie gli fruttarono nuove collaborazioni ed una certa fama: nel 1891 assunse la direzione di un periodico aquilano a carattere politico-letterario, La Bandiera, e successivamente diresse altri giornali cittadini, quali Il Folchettino (1895-1896) ed Il Tartarino (1898-1899).
Il giornalismo fu dunque un amore giovanile, alcune sue corrispondenze spedite da Avigliano furono pubblicate sui giornali aquiliani “La Campana d’Abruzzo” e la Bandiera, a volte firmandosi il “Duca di Lagopesole”. Animo dotato di immensa ironia Spaventa Filippi a Roma, giovanissimo, fa parte della gaia famiglia del Folchetto, insieme a Vamba, Gandolin,Pascarella, Cimone, Bistolfi.
Nel 1899 l’Associazione per le pubbliche conferenze di Aquila invita l’autore a dire le solite “quattro parole”. Nasce così il testo della”Psicologia delle conferenze”, provocatorio e di grande successo (letto la sera del 4 marzo 1899 nella maggiore aula del palazzo del Comune, poi stampata nel n.2 anno 2°, della rivista L’Accursio), al quale faranno seguito altre conferenze e la serie di letture che infine costituiscono “L’umorismo e gli umoristi”, un volume fondamentale nel quale – come noterà Dino Provenzal – “dimostra tutta la fierezza del proprio ingegno esaminando quel singolare atteggiamento dello spirito che è l’umorismo”.
Da Roma si trasferisce a Milano, chiamato da Bistolfi a collaborare al quotidiano La Lombardia.
Nel 1905 passa al Corriere della sera, dove grazie ad Albertini istituisce la fortunata rubrica “Riviste e giornali”, tratta di politica estera e pubblica molti articoli di critica letteraria.
Nel 1908 fonda il Corriere dei piccoli, su invito di Eugenio Torelli Viollier, dando corpo e strutturando un progetto complesso e ambizioso, che sarà considerato dagli studiosi il momento d’inizio dell’editoria italiana a fumetti. La sua firma non compare mai, né come direttore né come autore di scritti e traduzioni, se non nell’ultima colonna quando la legge abolisce i “gerenti responsabili” e ordina che ogni giornale indichi il nome del direttore.
Nell’editoriale di quel primo numero, titolato “Come fu e come non fu…”, il direttore Spaventa Filippi tracciò le linee guida del piano editoriale del giornale ed esortò il giovane lettore a leggere la rivista sotto la luce più chiara, imitando il genitore che legge con aria di importanza il Corriere della Sera. Il pubblico cui il giornale si rivolgeva era dichiaratamente quello dei figli della nascente borghesia, fedele lettrice del “Corriere”, ma non soltanto, tanto che di quel primo numero furono tirate ben 80.000 copie.
Una nota curiosa sulla nascita del “corriere dei Piccolo” raccontata dalla nipote Silvia – figlia del pittore Leonardo Spaventa Filippi- in un’intervista lasciata alla giornalista potentina Eva Bonitatibus (fonte Consiglio regionale di Basilicata http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/files/docs/10/39/02/DOCUMENT_FILE_103902.pdf ) che inizialmente Albertini aveva pensato quale curatrice del progetto a Paola Lombroso Carrara,, figlia dello scienziato Cesare Lombroso, ma poi per divergenze scelsero Spaventa Filippi, decisione lungimirante perché il giornalista lucano portò importanti innovazioni come le storie illustrate, introducendo le didascalie ed i versi in ottonari per stimolare la fantasia, ed evitando i clichè dell’epoca che usavano solo la nuvoletta e la vignetta. Inoltre Spaventa Filippi sceglieva personalmente giornalisti e fumettisti e rese il “Corriere dei Piccoli” un successo editoriale che trattata a tutto campo i problemi adolescenziali con molte rubriche che spaziavano dalla musica alla poesia, alle norme comportamentali all’igiene ed ai consigli alimentari. Il primo numero uscì in edicola il 27 dicembre 1908 come supplemento del Corriere della Sera, al prezzo di 10 centesimi.
Profondo uomo di cultura, poeta e traduttore, uomo di profonda umanità e sottile ironia, pur traducendo i maggiori letterati mondiali, non recise mai i legami con la sua Basilicata e la sua Avigliano. Silvio Spaventa Filippi si spense a Milano il 21 ottobre 1931.
A questo link la riproduzione del primo numero del Corriere dei Piccoli http://www.afnews.info/deposito/2007/12/cdp1/
Opere principali
Romanzi
Intorno a se stesso, romanzo, Vecchioni, L’Aquila, 1896
Terzetto di signorine, romanzo, Quintieri, Milano, 1896
Tre uomini e una farfalla, romanzo (dedica a Renato Simoni, agosto 1920), Treves, Milano, 1921
Il castello dell’allegria, Paravia, Milano, 1934
Versi
Bestioline, Società Ed. la voce, Firenze, 1913
Un viaggio intorno al mondo, Ed. Sperling-Kupfer, Milano, 1914
Un viaggio alla luna, Ed. Sperling-Kupfer, Milano 1914
Giumbo, Ed. Sperling-Kupfer, Milano 1914
L’orsacchiotto, Ed. Sperling-Kupfer, Milano 1914
Bambole: Orsola, Lisetta, Linda, Ed. Sperling-Kupfer, Milano 1914
Saggi e studi
Testa e croce, conferenze, Maddalena/A. Perfilia, L’Aquila, 1899
L’umorismo e gli umoristi, A. Perfilia, L’Aquila, 1900
Carlo Dickens, Profili n. 17, A. F. Formiggini, Roma, 1911
L’umorismo, A. Perfilia, L’Aquila, 1921
Scene e figure di Dickens, Sonzogno, Milano, 1922
Vittorio Alfieri, collezione “Itala gente dalle molte vite”, Casa Editrice Alpes, Milano, 1923
Jerome K, Jerome, medaglia, A. F. Formiggini, Roma, 1925
Il libro dei mille savi: massime, pensieri, aforismi, paradossi di tutti i tempi e di tutti i paesi, in collaborazione con Fernando Palazzi, Hoepli, Milano, 1927
Stille di rugiada. Pensieri e paradossi sull’amore, sulla donna, sul matrimonio, in collaborazione con F. Palazzi, Hoepli, Milano, 1929
Traduzioni
Carlo Dickens
“Davide Copperfield”, Istituto Editoriale Italiano, Milano; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“Oliviero Twist”, Battistelli, Firenze; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“Le due città”, Battistelli, Firenze; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“Nicola Nickleby”, Battistelli, Firenze; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“Le avventure di Pickwick””, Battistelli, Firenze; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“La bottega dell’antiquario”, Battistelli, Firenze; 2a ed.: Sonzogno, Milano
“Sasa desolata”, Sonzogno, Milano
“Le avventure di Martino Chuzlewit”, Treves, Milano
Pietro Rosegger
“La casa della foresta”, F.lli Treves, Milano
“Il discepolo di Mastro Igazio”, Treves, Milano
“Primi ricordi”, Le Monnier, Firenze
“Le amenissime storie della città di Abelsberga”, Sonzogno, Milano
“Le ultime memorie della foresta”, app., in La festa, Milano
“Il maestro di scuola”, app., in I diritti della scuola, Roma, l.N.R.l. Alpes, Milano;
2a ed.: Casa Editrice Monanni, Milano
Jerome K. Jerome
“Il diario d’un pellegrinaggio”, Battistelli, Firenze;
2a ed.: Sonzogno, Milano
“Tre uomini a zonzo”, Sonzogno, Milano
“Tre uomini in barca”, Sonzogno, Milano
“Appunti di romanzo”, Formiggini, Roma
“La mia vita e i miei tempi”, Sonzogno, Milano
altri
Thackeray “Il libro degli snobs”, Istituto Editoriale Italiano, Milano
Ruskin “Sesamo e gigli”, Istituto Editoriale Italiano, Milano
Hopkins “Napoleone e le donne”, Quintieri, Milano;
2a ed.: Vecchioni, L’Aquila
Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”, Istituto Editoriale Italiano, Milano
Anatole France “Nel regno dei nani”, Istituto Editoriale Italiano, Milano
P.G. Wodehouse “Avanti, Jeeves!”, Casa Editrice Monanni, Milano
P.G. Wodehouse “L’amore tra i polli”, Casa Editrice Monanni, Milano
De Maistre “Viaggi in casa”, Formiggini, Roma
- Shakespeare “Re Lear”, Unitas, Milano
- Shakespeare “Giulio Cesare”, Unitas, Milano
- Kipling “Il libro delle bestie”, Bemporad, Firenze
Maeterlinck “L’uccellino azzurro”, Paravia, Torino
Huxley “Punto contro punto”, Treves-Treccani-Tumminelli, Milano
Fedro “Le favole”, Collezione Romana diretta da E. Romagnoli, Istituto Editoriale Italiano, Milano
Reade “Il chiostro e il focolare”, Sonzogno, Milano
Yvan D’Urgel “La pietra rossa”, romanzo, in Corriere dei piccoli (indicazione nel manoscritto)
Novelle tradotte per il Romazo mensile
42 titoli (secondo le indicazoni nei manoscritti)
Articoli : 94 articoli in La campana abruzzese (1890-1891) e La bandiera (1891-1893), 123 in Il Folchetto (1893-1894) e Folchettino(1895), 13 in Tartarino (1899), 42 in La Lombardia (1900-1903)
