Incendi, Sinistra italiana: “Con riforma Madia elicotteri da 32 a 7 e personale da 2.000 a 300”
Il Corpo forestale “aveva 32 elicotteri di cui circa 30 specializzati nell’antincendio boschivo– prosegue De Petris- ma dal primo gennaio 2017, per effetto della riforma Madia, 13 sono finiti ai Carabinieri e solo 17 ai vigili del fuoco, ma secondo notizie di questi solo 7 sono impiegati contro i roghi mentre gli altri sono a terra per manutenzione o usati per altre finalità”. Insomma, “se nel 2016 sugli incendi erano attive 2mila persone oggi sono poco più di 300, e neanche tutte utilizzati per questo scopo”, dice l’esponente di Si. Insomma, stigmatizza De Petris, “paghiamo le conseguenze nefaste della riforma Madia che ha soppresso il Corpo forestale e demandato ai vigil del fuoco il contrasto agli incendi”.
Ma ce n’è anche per il ministero dell’Ambiente che “dopo non aver detto una parola sull’accorpamento della Forestale nei Carabinieri”, dice la senatrice Si, è in una situazione per cui “su 23 Parchi e Aree naturali protette solo 3 hanno approvato i piani antincendio boschivo“. Il fatto è che “siamo di fronte, come dice anche la Direzione investigativa antimafia, la Dia, a criminali che appiccano il fuoco per attività illegali come ad esempio il ‘coprire’ depositi di rifiuti“, segnala Loredana De Petris, senatrice di Sinistra italiana, capogruppo del Misto a palazzo Madama. In tutto ciò, però, con l’accorpamento del Corpo forestale dello Stato nei Carabinieri “ha cancellato decenni di esperienza nel fronteggiare le fiamme e nel controllo del territorio in chiave di prevenzione”, denuncia De Petris, “e oggi non abbiamo nemmeno la tecnologia per il controllo delle aree dove gli incendi sono ricorrenti, come ad esempio nella pineta di Castelfusano, alle porte di Roma, che va a fuoco ogni anno e dove scenari e dinamiche del fuoco sono sempre state le stesse”.
Servono poi, e devono essere approntati a livello centrale, “Piani di adattamento al mutamento climatico, perché i piani antincendio sono parte dei piani di adattamento”, avverte la senatrice Si, “garantendo che vi siano squadre attive su tutto il territorio nazionale”. Ancora, “servono competenze specifiche- conclude De Petris- e i Comuni devono essere supportati nel realizzare subito il Catasto delle aree percorse dal fuoco”, buon provvedimento del 2000 largamente non applicato in quanto tocca ai Comuni realizzare il catasto delle aree bruciate nelle quali per dieci anni è vietata qualsiasi attività, circostanza che scoraggerebbe – se venisse applicata la legge – chi incendia per speculazioni edilizie o per ottenere prati da adibire a pastorizia.
di Roberto Antonini, giornalista professionista
«Agenzia DIRE», «www.dire.it»
