I sondaggi bisogna prenderli per quelli che hanno sempre dimostrato di essere : una previsione di quella parte dell’elettorato che esprime le intenzioni di voto ma che vale si e no il quaranta per cento del voto potenziale. Che è fatto per un buon cinquanta per cento da quelli che non vanno a votare e da un altro dieci per cento che pur andando a votare non ama rivelare il proprio pensiero. Testare un quaranta per cento è sempre una buona cosa, ma da qui a dare probabilità al risultato ce ne passa. Piuttosto i partiti sanno che le possibilità o meno di vittoria stanno esattamente in quel cinquanta per cento di delusi e propensi ad astenersi per delusione che hanno perfino rinunciato all’idea di cambiare uomini o partiti, perché hanno visto che non c’’è mai fine al peggio. Ed è così demotivata e demoralizzata, questa parte dell’elettorato, che la scelta di non votare diventa essa stessa una decisione pesante e vincolante dell’esito elettorale, perchè consente ai competitori di giocare la partite su un campetto da minicalcio, anziché su un campo lungo e regolare. Questo per dire che i partiti che saranno capaci di rialzare dalla poltrona questi demoralizzati cronici, avranno qualche possibilità di fare un rush finale vincente. Il centrosinistra ha offerto già il peggio di sé, sia nelle lotte fratricide, da cui nessuno esce vincitore , sia nel tentativo egoistico di serrare le truppe dei fedelissimi in vista della lunga battaglia parlamentare che probabilmente avrà inizio dopo il 4 marzo : neanche il tempo di smaltire le conseguenze dell’uscita dal partito , che già ci si trova con la nuova grana dei delusi , dalla Sicilia alla Basilicata, alla Puglia, dove il sentimento antiRenzi ha ripreso vigore. Come si può essere credibili e convincenti rispetto ad un elettorato che esattamente reclamava un comportamento contrario è il quesito al quale bisognerà rispondere, con azioni e fatti che convincano una base elettorale che non crede più a nessuno. Il centrodestra ha rimesso al centro la figura di Berlusconi e tanto è bastato per ripigliarsi buona parte di quei padroncini che vedono in lui l’uomo antitasse e l’uomo che ama le partite senz’iva. Ma questo elettorato , disperso un po’ qui un po’ li, non è collocabile in quello del non voto e quindi è credibile che Berlusconi non abbia più acqua da tirare dai territori profondi. Così come da quelle faglie sommerse, non c’è acqua per i cinque stelle, trattandosi di un elettorato non giovanile che sa guardare i processi lunghi e sa vedere le avventure quando si presentano con i contorni istrionici e la fumosità del pensiero. Come parlare alla parte sommersa, come far appello alla loro responsabilità di essere decidenti attivi anziché decidenti passivi, è la battaglia vera che si dovrebbe tentare di fare, ma che nessuno probabilmente farà. rocco rosa
SONDAGGI…E CAROTAGGI
