BY ROCCO ROSA
SORGI SCIOCCHEZZE UN TANTO A GETTONE
Forse Marcello Sorgi prima di parlare della Basilicata avrebbe fatto meglio a chiedere delucidazioni al suo datore di lavoro, Marchionne. Gli avrebbe detto che bisogna levarsi tanto di cappello quando si parla dei lucani perché sono preparati, laboriosi, e creativi e che se lui, Marchionne, ha puntato su Melfi non è che sia fesso ma è perché si è fatto bene i suoi conti. Detto questo, non posso non accomunare Marcello Sorgi a tutte quelle persone , politiche e non, che parlano tanto per parlare perché debbono guadagnarsi la giornata. Come si fa a prendere sul serio un Di Maio che sembrava incarnare un caporione di una protesta studentesca, con un’oratoria farcita di invettive, veemenze e approssimazioni?. Mettiamo da parte gli errori di sintassi, il suo intervento da Viggiano ha plasticamente offerto agli italiani l’immagine di dilettanti allo sbaraglio, come dice un bel libro di Pino Pisicchio che venerdì prossimo sarà presentato al grande Albergo di Potenza. Confonde lo sfruttamento dei pozzi con la trivellazione dei pozzi in mare, enuncia teorie di ricambio energetico che se ci va bene vedremo tra vent’anni. E nel frattempo? Nessun problema. Farà come il Sindaco di Parma che non voleva l’inceneritore e, quando è stato investito di responsabilità, ci ha dovuto convivere. Ecco, una cosa è quel che si dice altra è quello che si può fare. Quanto a Sorgi,io non me la prenderei più di tanto. Ne abbiamo visti di peggio circolare nei salotti televisivi e sparare cazzate. Ormai campano sui gettoni e quando arrivano a sedersi in una poltrona davanti alle telecamere, sussurrano al conduttore: di che parliamo oggi? E via con il profluvio di banalità che sarebbe tollerato se non avesse il difetto di essere pagato da noi.
