ROCCO SABATELLA

Non sarà certamente facile ed agevole il compito della Roma nei play off della Champions League, utili per poi accedere alla fase a gironi. Fase che significa l’arrivo nelle casse delle società che vi prendono parte di una somma pari a 50 milioni di euro. E si capisce molto bene come per la Roma questi soldi rappresentino davvero ossigeno puro per affrontare la prossima stagione senza troppi assilli dovuti al fair play finanziario dell’UEFA. Il sorteggio non è stato benevolo con la formazione di Spalletti chese la dovrà vedere con i portoghesi del Porto. Prima partita ad Oporto il 16 agosto e ritorno all’Olimpico di Roma il 23 agosto. C’è da dire che probabilmente il Porto, arrivato terzo nello scorso campionato alle spalle di Benfica e Sporting Lisbona e per questo costretto agli spareggi, dopo tanti anni in cui consecutivamente aveva conquistato o con il titolo o con il secondo posto l’accesso diretto ai gironi, qualche deficienza di natura tecnica l’ha sicuramente mostrata rispetto al passato anche recente. Un passato molto felice in cui tre sono stati i fattori essenziali: la capacità della sua dirigenza di andare a scovare giovani molto interessanti e a poco prezzo in Sudamerica e in Brasile in particolare, la loro valorizzazione e poi la vendita ai più importanti club europei che hanno portato nelle casse del Porto vagonate di euro. Per cui la società portoghese per tutti gli affari in uscita che è riuscita a fare, ha l’invidiabile primato di essere  la squadra che ha incassato di più dalle cessioni negli ultimi cinque anni. Per cui sarà anche capitato che nello scorso mercato qualche erroredi valutazione sia stato compiuto dai dirigenti. Ma già  quest’anno, forti anche delle ingenti risorse che hanno accumulato, la dirigenza ha lavorato per correggere gli errori dello scorso anno e tornare ad essere competitivi, non solo nel loro campionato ma soprattutto in Champions.Nel sorteggio, dopo il Manchester City che ha trovato la Steaua Bucarest, era sicuramente l’avversario più difficile che la Roma potesse trovare sulla sua strada perché ha tradizione, ha esperienza lunga di Champions e dispone di una buon gruppo in cui al momento non ci sono grandi stelle. O nelle idee dei dirigenti ci sono potenzialmente dei  giocatori che potrebbero aspirare a diventare subito grandi. L’allenatore NunoEspirito Santo ha già detto, per farsi coraggio, che giocare l’andata in casa è un vantaggio. Il suo vice è una vecchia conoscenza dei tifosi juventini: il tascabile Rui Barros mentre tra i pali si sistema un monumento del calcio spagnolo: IkerCasillas che l’anno scorso fu ceduto ai portoghesi dal Real Madrid. Non si è scomposto più di tanto, almeno all’apparenza, Luciano Spalletti per questo sorteggio. Tra l’altro è una squadra che conosce bene per averla incrociata con lo Zenit San Pietroburgo. E soprattutto perché Spalletti, giustamente, ha fiducia nella sua squadra che non sarebbe cambiata molto rispetto alla scorsa stagione. Perso Pjanic, il suo posto è stato preso dal rientrante centrocampista olandese Strotman. Ma purtroppo due gravi infortuni ai legamenti collaterali hanno fermato per parecchio tempo il difensore tedesco Rudiger e il portoghese Mario Rui arrivato alla Roma da una ventina di giorni. Per cui il ds Sabatini è stato costretto a tornare sul mercato per i sostituti degli infortunati. E quindi sono arrivati il difensore argentino Fazio e a breve giungerà l’altro difensore, il belga Vermaelen dal Barcellona. Per cui Spalletti dovrà provvedere nei giorni che lo separano dalla trasferta a Oporto del 17 agosto all’inserimento dei due nuovi difensori negli schemi della squadra. Ma comunque il Porto resta un avversario alla completa portata dei giallorossi che hanno dato già buone indicazioni nelle amichevoli precampionato. E in questa fase molto importante il gruppo ha dimostrato di trovarsi a meraviglia con i metodi e le disposizioni tattiche di Spalletti. Oltre alla conferma delle qualità dei vari Manolas, Florenzi, De Rossi, Naingollan, Strootman, Salah, Perotti, il lavoro di Spalletti si è concentrato molto sul recupero dell’attaccante Dzeko molto deludente nel primo anno a Roma. E i frutti sembrano davvero buoni se è vero come è vero che il bomber ex Manchester City ha riacquisito fiducia, ha capito le idee di Spalletti e nelle amichevoli fin qui giocate è andato puntualmente a segno. Segnale evidente che Dzeko può sicuramente rappresentare una risorsa in più, in pratica come fosse un nuovo giocatore. Nuovo per davvero è anche l’ex interista Juan Jesusche per i play off farà coppia con Manolas al centrodella difesa. In pratica un’ossatura più che collaudata e che nel motore avrà, oltre ai nuovi acquisti, anche un centravanti davvero rigenerato e sul quale Spalletti conta molto per sbarazzarsi del Porto. Senza contare che in panchina è sempre pronto il quasi quarantenne Totti che ha iniziato la sua venticinquesima stagione in maglia giallorossa.