LIDIA LAVECCHIA

L’apertura della “SPARKme Space Academy” realizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha tutte le carte in regola per diventare il prossimo ‘step’ che la Città dei Sassi deve compiere per essere a tutti gli effetti una vera e propria “Città del Futuro”.

Ne è convinto anche Vito Gaudiano, Amministratore Unico di Openet Technologies SpA, che afferma: “La nostra azienda percorre questa strada da sempre attraverso la collaborazione con tutto il mondo della ricerca internazionale. Con orgoglio abbiamo presentato il passaggio dal cantiere alla fase espositiva e di incontri, con un appuntamento di portata internazionale, al quale hanno aderito all’evento volti noti della scienza, ricercatori e ricercatrici che si sono distinti nei loro specifici settori della fisica, cambiamenti climatici, divulgazione della scienza, ingegneria”.

Nei nuovi spazi sarà realizzata la cittadella della Scienza e dello Spazio, a Matera, in cui tecnologia, conoscenza, arte e innovazione si integrano per proporre al fruitore esperienze immersive, per favorire la sensibilizzazione verso le materie STE(A)M. Il progetto conta un investimento di 1 milione di Euro e la struttura che ospiterà l’Academy ha una superficie di oltre 4000 mq.

Importanti gli ospiti del mondo istituzionale ed imprenditoriale del territorio invitati a visitare, qualche giorno fa, la mostra “Direzione UniPluriverso”, un percorso espositivo con cui l’azienda ‘Openet Technologies SpA’ inaugura la rassegna Eventi in Cantiere, un insieme di incontri e attività che consentono alla comunità di entrare negli spazi work in progress e conoscere in anteprima il progetto della SPARKme Space Academy, la prima città della scienza creata a Matera.

Sembra proprio la ciliegina sulla torta, dopo le recenti esaltanti notizie provenienti dallo spazio, che hanno riguardato il ruolo decisivo svolto dal Centro di Geodesia Spaziale (CGS) Giuseppe Colombo di Matera, nel lancio avvenuto in Florida, negli Stati Uniti, di un modernissimo satellite di seconda generazione. L’operazione è stata finanziata da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con fondi assegnati dal Ministero della difesa e avvalendosi tra le altre delle super competenze di Telespazio.
Tutto ciò ha costituito un motivo di grande vanto per il Centro di Geodesia Spaziale di Matera che, nato nel 1983, venne collocato in posizione strategica sull’altopiano della Murgia materana.
Si tratta dunque di un’ importante struttura operativa nata dallo sforzo congiunto del piano spaziale nazionale del CNR a cui nel 1998 è subentrata ASI e la Regione Basilicata.
Il CGS si occupa della tettonica del bacino del Mediterraneo e di un gran numero di parametri geofisici e geodinamici. Ma non finisce qui, perché la stessa sofisticata strumentazione viene utilizzata dal CGS anche per altri tipi di attività tra le quali la navigazione spaziale, l’astrometria, le telecomunicazioni e anche la fisica fondamentale.
Va anche ricordato che negli anni ‘90 l’ASI ha stipulato con l’ European Space Agency un accordo per realizzare in Italia il trattamento dei dati acquisiti con le missioni dei satelliti e qui il CGS di Matera ha avuto un ruolo fondamentale.
Ma tra gli impieghi più curiosi delle formidabili apparecchiature del centro c’è anche il campo delle telecomunicazioni quantistiche per svolgere le quali viene utilizzato un potentissimo telescopio di 1,5 m di diametro che grazie alla sua versatilità consente applicazioni strepitose
Inoltre, considerando che a quanto pare il traffico spaziale stia diventando molto intenso, un altro compito fondamentale che svolge il centro spaziale di Matera è quello di tracciare con precisi laser i detriti spaziali che sono un pericolo concreto per i satelliti artificiali e anche per la famosa stazione spaziale internazionale.
Si attende con ansia il termine dei lavori che porteranno alla realizzazione nell’ambito del Parco della storia dell’uomo, della Cittadella dello Spazio, prevista per la prossima primavera.
Il progetto è già stato ufficialmente presentato e come ricordiamo prevede la realizzazione di un planetario, un osservatorio e uno spazio espositivo e di divulgazione scientifica e inoltre, cosa molto importante, una sua area sarà dedicata al grandissimo Rocco Petrone, il pioniere di origini lucane della corsa allo spazio. Petrone, infatti, fu il direttore del programma Apollo che portò i primi uomini sulla luna nel 1969.
Inoltre l’importanza della Cittadella dello Spazio deriva anche dal fatto che consentirà di recuperare un fabbricato dismesso che si trova proprio nei pressi del CGS e porterà alla creazione di una platea di appoggio per un osservatorio con cupola prefabbricata e ovviamente, per la meraviglia di tutti, un planetario che consentirà un’osservazione e un’esplorazione in 3D dello spazio. Ricordiamo anche che questo progetto finanziato dalla legge di stabilità del 2015 sarebbe già dovuto essere completato a giugno del 2020 ma, purtroppo, anche causa covid, ci sono stati dei rallentamenti.
In conclusione dunque, aspettando il conto alla rovescia per inaugurare la cittadella dello spazio, possiamo dire con certezza che Matera è pronta per decollare verso un futuro stellare!