per GIOVANNI BENEDETTO
In un periodo in cui i partiti politici sono scomparsi, assistere a una manifestazione in pubblica piazza in cui si parla di politica è diventato un evento insolito. Si sono organizzati bene i giovani di ” Articolo Uno” che in due giorni, in piazza duca della verdura, hanno animato due serate di dibattiti e incontri. L’ultimo a salire sul palco a chiusura delle due serate è stato Roberto Speranza intervistato dal giornalista Luca Telese. Il giornalista nella domanda introduttiva ha palesato la possibilità che alle prossime politiche, in mancanza di una forte forza di centrosinistra, gli italiani possano votare per un “usato sicuro” e cioè Berlusconi e soci. I partiti di destra stanno battendo molto sul tema del terrorismo e degli immigrati perché sanno che la paura per un futuro pieno di incognite possa convincere gli elettori a trovare un porto sicuro. Il tema, secondo Speranza, non si può liquidare con poche battute propagandistiche, come quello di “buttarli a mare” o spedirli nei propri paesi di provenienza. Solo nel 2016 sono sbarcati in Italia dodicimila minorenni non accompagnati dai genitori di cui 3000 sotto i dodici anni. I genitori per mandarli su un barcone ad alto rischio, sono di fronte ad alternative non conciliabili, rischiare di morire se si parte, morire sicuri se si resta. È un fenomeno inarrestabile e che richiede politiche col concorso di tutti i paesi europei per giungere a soluzioni condivise . Allo stessa maniera va risolta la cittadinanza dei figli di emigranti che nascono in Italia, frequentano scuole italiane parlano l’italiano e il dialetto del posto e tifano la squadra locale oltre alla nazionale italiana. Sono biologicamente diversi, ma una comunità è formata da persone che crede negli stessi valori fondanti del Paese in cui vivono: quando ci sono questi requisiti ci deve essere il diritto alla cittadinanza. È stato toccato inevitabilmente il problema Renzi al quale ha rimproverato di essere una persona che esclude anziche’ includere, tanto da spaccare il partito e provocare la diaspora degli appartenenti alla sinistra storica. Molti provvedimenti legislativi sono stati tipici di una politica di destra per esempio la tassa sulla prima casa tolta ai ricchi che abitano ville milionarie, o il job acts, l’abolizione dell’articolo 18 e la possibilità di licenziare un lavoratore colpito da un provvedimento disciplinare non riconosciuto grave dal giudice ma che il datore può comunque licenziare previo adeguato indennizzo economico. Inoltre Renzi in più occasioni ha rappresentato un Paese diverso da quello reale e nel tempo la gente si è resa conto e ha messo in discussione la sua credibilità. Il governo Renzi ha anche fallito su altri punti: la politica di incentivazione allo sviluppo e la forzatura sulla Costituzione, caricando il referendum di un valore politico sull’affermazione della sua leadership e promettendo agli elettori che sarebbe uscito di scena qualora non gli avessero dato la maggioranza. Anche in questa circostanza è uscito dal governo ma è rientrato segretario del partito attraverso delle primarie in cui c’è stato una significativa defezione dei votanti. In casi analoghi Veltroni e Bersani hanno consegnato agli altri le chiavi della segreteria rimanendone fuori. Alla domanda posta da Telese se conviene ai partitini di sinistra presentarsi alle elezioni singolarmente o apparentarsi per formare un unico soggetto politico Speranza ha le idee chiare, vuole concorrere a costruire un unico partito. Ha chiarito che non può lasciare campo libero a Berlusconi, Renzi, Grillo o Salvini , e che bisogna rispristinare un’area di sinistra progressista e democratica in cui includere l’area cattolica per accogliere tutta quella gente di sinistra e di centro che non si sente più rappresentata. I bisogni che rappresenta la sinistra sono bisogni naturali: riscatto delle persone più deboli, lotta alla povertà, politiche contro le diseguaglianze, più opportunità per gli ultimi etc. Per essere forza governatia o di opposizione non si cerca una sinistra identitaria bisogna superare gli steccati frapposti dai vari Fratoianni, Civati, Speranza o Pisapia e portare avanti la domanda della base. E’ in gioco la tenuta di un patto politico : bisogna incollare i cocci e formare un unico partito; di tutto ciò Speranza è profondamente consapevole e anche un po’ ottimista.
