Questa strategia delle equipe mediche attrezzate capaci di recarsi a domicilio , in relazione alle segnalazioni dei medici di famiglia è una idea che poggia sull’esperienza della Emilia, la prima ad attrezzarle queste squadre. E’ motivata dalla necessità di drenare il paziente con sospetti sintomi di virus e all’occorrenza di dargli via libera per la prosecuzione della cura in ambiente ospedaliero. Le condizioni perchè la strategia abbia successo sono due o tre  ed è a queste che bisogna prestare attenzione. La prima è che questo circuito sia irrobustito da molte energie professionali e non si limiti a far finta di funzionare in qualche parte del territorio ; la seconda è che sia una iniziativa riconoscibile da un numero telefonico ed un centralino, la terza è che sia munita in proprio di dispositivi per analizzare la presenza del virus. Noi ci siamo trovati a raccogliere il grido di dolore di famiglie chiuse in casa ma abbandonate nonostante la presenza di sintomi precisi. queste persone sono finite in ospedale dopo una lunga odissea ,fatta di telefonate a numeri che davano un altro numero il quale dava un altro numero ancora fino a trovare una voce che , con molta maleducazione, abbassava la cornetta. Lo stesso percorso drammatico che proprio ieri pomeriggio ascoltavo in tv, con una famiglia in evidenti difficoltà, due anziani ed una figlia bisognosa di cure speciali,che ripeteva in televisione le forche caudine che hanno dovuto attraversare per avere una risposta.  Sarà un fatto, ma è uno sport nazionale quello di aspettare per muoversi che arrivino le critiche della stampa e le segnalazioni sulla insufficienza e capacità gestionale degli amministratori. Al di là delle polemiche, non è peregrina la proposta di alcuni consiglieri comunali di matera  di dotare queste squadre di intervento domiciliare anche dei farmaci off label, cioè di quelli che ,pur non certificati dalla medicina ufficiale come validi per affrontare questa cura, hanno dimostrato che possono aiutare  un decorso positivo anche evitando il ricorso alla ventilazione assistita. Questo ovviamente oltre il necessario approccio preliminare che è il tampone ai sintomatici o eventuali analisi rapide sierologiche, accertato che funzionino i test in distribuzione.  Parliamoci chiaro: per densità demografica, per difficoltà orografiche, in Basilicata ci sono condizioni particolarmente favorevoli per isolare singoli focolai, a patto che si indirizzino le risorse oltre che sul potenziamento delle terapie intensive sul potenziamento di una prima linea organizzata per correre lì dove si presenta l’emergenza e sopratutto per arrivare in tempo in quelle case dove è nata l’emergenza. Se fallisce questo ,sarà difficile mantenere alta la fiducia della gente e si farà spazio il pericoloso virus della paura incontrollata.  Rocco Rosa