Nell’anfiteatro sull’acqua ricavato in una insenatura del grande lago di Senise, con una progettazione che riesce a eliminare ogni tipo di impatto e che si presenta come funzionale ad un uso molteplice della struttura, prende il largo, è il caso di dire, il grande spettacolo sull’acqua, andando ad aumentare la batteria degli attrattori, un neologismo che non piace al mio amico De Angelis ma che , applicato alla struttura, speriamo sia mal posto solo in termini linguistici . Già perché il grande spettacolo sulla Magna Grecia dovrebbe inaugurare una nuova stagione di investimenti pubblici nel settore della promozione del territorio, investimenti capaci a) di reggersi sulle proprie gambe, non diventando un peso gestionale per la pubblica amministrazione che l’imprenditore non sa e non dovrebbe volerlo fare, e b) capaci di resistere al tempo, di ammortizzare le spese  e di creare valore aggiunto. Tanti anni fa, di fronte ad un mio scetticismo riguardante qualcosa come diciotto miliardi di lire spesi per aprire la strada allo spettacolo della grancia,ebbi a ricevere, allora sulla gazzetta del mezzogiorno, molte critiche la più innocente delle quali mi incolonnava nel lungo elenco dei disfattisti ,super criticoni di casa nostra. Al che io risposi semplicemente chiedendo all’interlocutore: ma tu li cacceresti 18 miliardi di lire di tasca tua?. Silenzio!. La stessa domanda l’ho rivolta ,in sede di conferenza stampa al Governatore Pittella, il quale, mi ha spiegato le differenze tra un investimento ed un altro, sostenendo a) che il business plan è calibrato su cifre a portata di mano  (quarantamila  utenti a stagione: risultato raggiungibile solo con i turisti che in estate affollano il metapontino) e b) che stavolta l’investimento vede la partecipazione del privato il quale già si è impegnato per conto suo a far funzionare lo spettacolo per i primi tre anni di gestione. Poi ,il Governatore ha aggiunto che comunque  questo investimento non è il solo nella zona e che va ad aggiungersi ad altri già avviati o in via di realizzazione intorno al Pollino. Sgombrato il campo da questi interrogativi, rimane il fatto che , lì dove gli investimenti sono stati realizzati tenendo conto delle spese gestionali, gli investimenti stessi rendono e costituiscono un grosso incentivo per lo sviluppo della zona:  Pietrapertosa ed il volo dell’Angelo con la strada ferrata e le altre iniziative intorno alla bellissima montagna , ha creato l’atteso valore aggiunto nel turismo e  non sarebbe male se si potesse completare l’attrezzatura del territorio con eventi  che rendessero fruibile anche la città di Potenza da parte dei visitatori.  Insomma, ben vengano questa iniziative, purchè inquadrate in una nuova ottica dell’inverstimento pubblico, che è poi la logica europea, di soldi spesi per creare ricchezza e non per consumarli e basta.