Oscurata sinora dalla priorità data alla realizzazione della tratta ferroviaria tra Matera e Ferrandina, il potenziamento  , la risistemazione ed il raddoppio della omonima statale ( la n.7) si sta imponendo all’attenzione dei decisori pubblici, anche grazie alla spinta che associazioni e comuni stanno dando in questi ultimi anni. Se la realizzazione della tratta ferroviaria rispondeva all’urgenza di collegare la città dei Sassi alle Ferrovie dello Stato, l’unico capoluogo a essere privo di ferrovia, per cui l’orgoglio italico ha prevalso su ogni altra considerazione, la progettazione e realizzazione di un percorso veloce che colleghi Matera alla Basentana ha motivazioni economiche e sociali più profonde e consistenti. Innanzitutto essa si pone al centro del rilancio dell’area industriale della Val basento, interessata come pochi alla rivoluzione della ZES e ai benefici fiscali che ne derivano ai fini dell’attrazione delle imprese. In secondo luogo, chiude una vecchia progettazione che dall’area murgiana doveva portare al Pollino, aprendo tutto il vasto territorio della montagna lucana all’interesse dei pugliesi per quelle località montuose. In terzo luogo , il più importante secondo me, è che rappresenta la vera cerniera di ricucitura tra Matera e il territorio interno della Basilicata, spostando il baricentro dell’interesse dal confinante territorio pugliese a quello dell’entroterra materano e potentino. Nel momento in cui la utilizzazione del brand Matera da parte della Puglia si è fatto audace , la presa in carico di questa opera significa mettere Matera al centro degli interessi lucani, facendone la porta di entrata verso la Basilicata interna, e  ampliando l’offerta turistica alle innumerevoli e nascoste bellezze dell’hinterland, materano e potentino, da Miglionico, a Pisticci, alla val d’agri, a Pietrapertora alla stessa Potenza. Rilanciare ad un tempo la val  Basento e rafforzare le connessioni tra la rete dei comuni che affacciano sulla Basentana  può essere una indicazione di sviluppo basato ad un tempo sulla manifattura e sul turismo , tale che giustificherebbe non poco la realizzazione dell’altra grande aspirazione dei lucani, e cioè la forte velocizzazione della tratta ferroviaria Metaponto-Salerno, su cui adesso si stanno sperimentando piccoli lavori di adeguamento ma che andrebbero seguiti da un ridisegno della tratta, un alleggerimento delle curve, un potenziamento del materiale rotabile, in maniera da equiparare i tempi di percorrenza autostradali con quelli ferroviari. Tutto questo merita una discussione a livello dei decisori e non solo a  livello di proposte dei cittadini. Quando si arriverà a discutere di un progetto globale delle infrastrutture che servono con carattere di urgenza alla Basilicata, sarà sempre troppo tardi. Rocco Rosa